Un francobollo che unisce


Da sempre ed in tempi anche recenti il nostro mondo è stato estremamente critico verso quegli atteggiamenti di certi ambienti slavi che con disarmante approssimazione semplicistica figlia di un nazionalismo becero, asserivano che: “Gli scrittori della Dalmazia che nel passato scrissero le loro opere in lingua italiana devono essere inseriti nella nostra letteratura e nella nostra storia nazionale [croata, n.d.r.]” poiché essi sono “scrittori croati di lingua italiana” (cfr. Nike Air Max A. Jutrovic). nike air max pas cher Con tale metodo, negli anni post-1945, si è dato luogo ad un esproprio culturale spesso ancora oggi in uso, tant’è che nomi come: Marco Polo, Giorgio Orsini, Andrea Meldola, Francesco Patrizi e tanti altri si sono trasformati in: Marko Polo, Juraj Dalmatinac, Andrija Medulic, Frane Petric, e cosi via. Tuttavia, così come si è critici davanti a tali storpiature – più vicine alla damnatio memoriae che alla convivenza civile tra soggetti di diversa provenienza ed appartenenza – con altrettanta forza uguale e contraria occorre salutare come segno di grande civiltà l’emissione del nuovo francobollo celebrativo messo in circolazione in questi giorni dalle Poste Croate per ricordare Giovanni Biagio Luppis, nato a Fiume nel 1813 ed inventore del moderno siluro. adidas superstar 2 uomo Quest’emissione va onorata semplicemente perché il nome di Luppis è scritto come registrato alla nascita, senza la sua traduzione in ‘Ivan Lupis’, rispettando in questo modo i suoi natali e la cultura italiana cui apparteneva. asics mexico damskie Non è piccola questione avere rispetto dell’identità. asics gel lyte 5 mujer beige Così come il mondo dell’Esodo Giuliano-Dalmata offre rispetto per la diversità altrui, allo stesso modo richiede con gran forza rispetto per la propria cultura e la propria storia. Canotte nba Donna Elementi, questi, che si manifestano nei dettagli, come i nomi ed i cognomi delle persone che oggi ne rendono testimonianza. Nike Air Max 2016 Heren groen La sponda orientale dell’Adriatico è un incrocio di civiltà che ospita un fragile tessuto sociale, sconvolto da drammi terribili perpetratisi dal 1797 in poi. La nostra speranza e la nostra aspettativa è che il terzo millennio segni, una volta per tutte, la fine di incomprensibili odii, fomentati per giochi di potere sulla pelle di chi semplicemente ama una Terra. borsello adidas uomo prezzo L’Istria, il Quarnaro e la Dalmazia sono da sempre accoglienti, sì da ospitare pacifiche comunità divise ad arte dai nazionalismi e da aberranti politiche messe in atto, fin dal 1800, da potentati che non hanno mai avuto il rispetto per la persona umana nella sua interezza. Oggi è ora di ricostruire l’identità del popolo italofono istriano, fiumano e dalmata nella consapevolezza che la diversità etnica nella nostra Terra, rappresentata da noi e dalle nostre Comunità Autoctone, è un valore, non di certo una minaccia.