Disunione degli Istriani


Disunione degli Istriani

In seguito all’incontro con il Viceministro del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Emanuela Claudia Del Re (incontro tenutosi il 13 gennaio u.s.), leggiamo un commento pubblicato sulla pagina Facebook dell’Unione degli Istriani che lascia amareggiati e, allo stesso tempo, colmi di compassione per un’Associazione del mondo dell’Esodo ripiegata da anni su sé stessa senza ombra di prospettiva.

Dall’intervento (di cui riportiamo il link: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2918832481494494&id=298310086880093 e, per coloro senza un account su Facebook, il testo in calce a questa nota) si evince un’aggressività, un astio ed un’avversione, mista ad un mondo di falsità proferite con evidente rabbia e di difficile spiegazione, ma che sicuramente non fa onore ad una delle Associazioni fondatrici della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, dalla quale poi, con l’attuale presidenza, l’Unione prese le distanze, ma per la quale mai nessuno in FederEsuli ha chiuso la porta.

Ci domandiamo come sia possibile che un’Associazione che proviene dal medesimo ecosistema dal quale provengono le altre Associazioni dell’Esodo Giuliano-Dalmata, anziché offrire solidarietà, compartecipazione, supporto, collaborazione, stimoli positivi, fratellanza, esterni, invece, da diversi anni ormai, una sorta di invidia profonda ed immotivata verso una Struttura che si fa in quattro, gratuitamente, anche a nome dell’Unione degli Istriani stessa, operando presso le Istituzioni dello Stato italiano; siano queste il Ministero dei Beni Culturali ed il Ministero degli Affari Esteri – per l’erogazione di fondi a favore anche dei suoi progetti -, oppure, il Ministero dell’Istruzione – per la diffusione di una storia comune -, oppure, ancora, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – per la proposizione sistematica di quei diritti ancora negati dei quali soffrono gli Esuli, siano essi membri della Federazione oppure no – e così via.

Contrariamente a quando subdolamente insinuato è proprio il Ministero degli Affari Esteri che ha chiamato FederEsuli e non viceversa nell’ultimo incontro con il Viceministro Del Re, proprio per dare continuità all’azione sorta con il Presidente della Repubblica nel Giorno del Ricordo 2019, prima, e, poi, con il precedente Ministro degli Affari Esteri Moavero Milanesi. Al contempo, nessun membro dell’Unione degli Istriani era presente alla riunione con il Viceministro Del Re, eppure questa Associazione si permette di desumere conclusioni non vere come, per esempio, che l’incontro non sia servito a nulla.

Sono giudizi strani quelli dell’Unione Istriana, giudizi che vengono poi sistematicamente rimangiati quando, da incontri come questi, ripetuti negli anni con costanza e tenacia, consegue, per esempio, la riesumazione da una fossa comune, nell’attuale Croazia, dei corpi del senatore Gigante e di altri martiri fucilati a guerra finita, nei dintorni di Fiume; oppure la riesumazione, da un’altra fossa comune, di soldati trucidati ad Ossero in spregio ai trattati internazionali. Sarebbe bene precisare all’Unione degli Istriani ed alle realtà associative dell’Esodo Giuliano-Dalmata che non se ne rendono conto, che risultati come questi – posti come uno dei punti centrali nell’interlocuzione tra Stato ed Esuli – non avvengono per magia, ma grazie invece al paziente ed incessante dialogo indipendentemente dal colore politico del Governo in carica.

L’Unione degli Istriani è una realtà autoreferenziale, totalmente assente nel panorama nazionale, diffusa solo localmente e che localmente svolge poche iniziative all’anno per ricordare le proprie origini. Senza alcun obiettivo prospettico se non un vuoto amarcord. Immota. Alla finestra, sempre pronta a criticare, come fosse un burbero vecchietto, per ogni iniziativa ed ogni attività che non nasca da sé. Sempre pronta a denigrare, anche quando non serve, se altre Associazioni operano e testimoniano nel rispetto della storia di ogni singola persona proveniente dall’Istria e dalla Dalmazia. Esclusivista. Esattamente al contrario di quanto realizzato negli anni dalle Associazioni aderenti a FederEsuli che sono, per contro, integranti, fattive, aperte, presenti su tutto il territorio nazionale, sempre pronte a sostenere la causa che celebri la Memoria dell’Esodo Giuliano-Dalmata nella società, indipendentemente dalla sigla che pone la firma di una qualsiasi iniziativa.

Nel non fare, però, tale Associazione è pronta a comportarsi come mosca cocchiera. Succede così che inventa, per esempio, un premio ai produttori ed autori del film Red Land non avendo speso né un centesimo in termini economici, né una goccia di energia per la sua realizzazione
(http://www.triesteprima.it/cronaca/maximliano-hernando-bruno-riceve-histria-terra-trieste-4-marzo-2019.html).

Irride la Federazione travasandogli fango nonostante le centinaia e centinaia e centinaia di attività svolte su tutto il territorio nazionale da migliaia di persone che gratuitamente offrono tempo ed energia tutto l’anno per il trasferimento della Memoria della stagione delle Foibe e dell’Esodo a favore di un’intera Nazione (si veda il link che riassume solo parzialmente il costante impegno: http://www.FederEsuli.org/attivita-istituzionale/attivita-sul-territorio/).

L’Unione degli Istriani spara a zero su tutto ciò che vede fare da altre Associazioni per invidia, non avendo capacità nel progettare. Ma forse non solo per questo. Infatti, è sempre più evidente che il ruolo dell’Unione degli Istriani, nel panorama del mondo dell’Esodo Giuliano-Dalmata, sia orientato alla divisione ed il perché è facile intuirlo. Il suo Presidente, Massimiliano Lacota, si è dichiarato in più occasioni: “Presidente del Comitato per il monumento [da erigere in onore a Maria Teresa d’Austria] nonché rappresentante in Italia della famiglia imperiale [di Asburgo-Lorena]” (si vedano, per esempio, i seguenti link:
https://www.triesteallnews.it/2016/12/01/larciduchessa-gabriela-dasburgo-lorena-in-visita-a-trieste/
https://www.facebook.com/piccoloditrieste/posts/10161595935925381).

Un rappresentante della casa reale asburgica a capo di una delle Associazioni storiche dell’Esodo Giuliano-Dalmata sembra una barzelletta, una macchietta come quelle dipinte da Pippo Franco, eppure talmente arrogante da permettersi giudizi basati su fake news passate per verità.

Da quale integerrimo pulpito di onestà e purezza, dunque, viene mai la predica?

Come tutti sanno, ormai, gli Asburgo sono stati la causa dell’odio etnico istigato negli slavi contro gli italofoni di Istria e Dalmazia e sembra quasi che l’attuale presidenza dell’Unione degli Istriani continui un’opera di divisione, inducendo una sorta di disgregazione tra gli Esuli, almeno a Trieste, alimentando maldicenze senza base alcuna e calunnie gratuite verso altre Associazioni di Esuli, attendendo che l’ultimo Esule muoia per poter finalmente dire che la storia è finita.

Non vi è dubbio che una simile Associazione giochi un ruolo fondamentale non certo per una Memoria condivisa né per una prospettiva identitaria, quanto, semmai, per la Dis-Unione Istriana. Ce ne duole, eppure la porta di FederEsuli è sempre aperta e la mano sempre tesa, perché basta riconoscere la nostra comune storia, a nostro avviso, per essere compagni nella medesima battaglia.

Roma, 18 gennaio 2020.

 

DALLA PAGINA FACEBOOK DELL’UNIONE DEGLI ISTRIANI

PENOSO INCONTRO A ROMA TRA LA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEGLI ESULI E IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI

Cari Amici,
per evitare l’ennesima figuraccia e per millantare, in vista del Giorno del Ricordo, una sorta di “esistenza in vita”, alcuni esponenti della Federazione delle Associazioni degli Esuli (dalla quale l’Unione degli Istriani era uscita nel lontano 2008) hanno penosamente incontrato ieri a Roma, nella sede della Farnesina, il viceministro agli Affari esteri, Emanuela Del Re.

Al centro dell’incontro, come si legge in una nota dell’Ansa, la solita, strumentale presa in giro: la ricerca di una soluzione alle questioni ancora aperte riguardanti il mondo della diaspora adriatica.

In realtà si è trattato di un incontro disperatamente cercato quanto faticosamente ottenuto, l’ennesimo senza alcun risultato, al solo scopo di tentare di far vedere agli occhi della politica che la Federazione delle Associazioni degli Esuli – un guscio pressoché vuoto composto da sodalizi per la maggior parte privi di un corpo sociale vero – conti ancora qualcosa ed ottenere un minimo di visibilità istituzionale.

Sottolineiamo come, rispetto ai temi trattati, nulla sia stato detto sulla necessaria revoca delle onorificenze italiane al Maresciallo Tito e sulla restituzione dei beni nazionalizzati ancora liberi da rendere ai legittimi proprietari ed ai loro eredi.

Una conferma della giusta presa di distanza dell’Unione degli Istriani dalla Federazione delle Associazioni degli Esuli, la quale da molti anni ha perso qualsiasi credibilità, in particolare agli occhi degli iscritti che da decenni l’hanno abbandonata.