3 ottobre 2020 – Mestre – Consiglio Nazionale della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati


3 ottobre 2020 – Mestre – Consiglio Nazionale della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati

In data 3 ottobre 2020 si è riunito, a Mestre, il Consiglio Nazionale della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.

Il Presidente, dr. Antonio Ballarin, ha tenuto il suo discorso di fine mandato, riportato più avanti, riscuotendo, dall’assemblea, commozione, apprezzamento e gratitudine per il lavoro svolto.

Nel suo appassionato intervento il Presidente ha potuto riassumere tutte le azioni da lui attuate negli ultimi otto anni con dovizia di particolari, producendo una relazione sintetica ed un’altra, estremamente dettagliata di 610 fogli, contenente gran parte delle attività effettuate (per coloro che desiderassero averne copia è sufficiente effettuare una richiesta da inviare a presidenza.federesuli@gmail.com).

L’assemblea ha applaudito calorosamente l’intervento del presidente uscente ed ha proceduto all’elezione del nuovo presidente nella persona del prof. Giuseppe de Vergottini che proseguirà, in continuità, il lavoro svolto con grande impegno e dedizione della precedente presidenza.

Discorso del Presidente dr. Antonio Ballarin:

Premessa

Come sapete sono stato eletto Presidente della Federazione il 3 ottobre 2014 essendo all’epoca Presidente dell’ANVGD, carica che ho continuato a mantenere per i 12 mesi successi. Ma è proprio dall’ANVGD che ho bisogno di ripartire nella mia narrazione.

Partecipo alla vita Associativa dal 1980, circa, senza mai avere avuto alcuna responsabilità.

Nel 2006, su proposta di Oliviero Zoia (che ringrazio), divento Consigliere dell’ANVGD. Il 4 ottobre 2008, giorno della beatificazione di Don Francesco Bonifacio, Toth e Codarin mi chiedono di accettare la nomina a Delegato all’amministrazione. Lucio per me è stato un vero amico ed un maestro che mi ha guidato fino agli ultimi giorni della sua dipartita – grave lutto che ancora oggi mi emoziona.

Vengo eletto presidente il 18 novembre 2016 a Gorizia e l’accettazione di quella carica fu molto combattuta da parte mia.

A 53 anni, in piena attività lavorativa, non ancora in pensione, accettai in forza di un ideale.

Da questa posizione conobbi non solo l’ANVGD, ma l’intero mondo associazionistico dell’Esodo secondo una prospettiva non nota e privilegiata.

Attorno a me, ho sentito più volte le seguenti terribili frasi (ho in mente nomi e volti di chi me le ripeteva, quindi so che dico il vero): “Cos’ti vol far? Xe tuto finido”. “Ma coss’ti pensi de cambiar?”. “Qua xe tuto morto”. E così via.

In quegli anni, era, dunque, il nostro mondo un mondo esangue?

Deve essere chiaro a tutti che mi sono impegnato mettendomi in gioco in prima persona e mettendo da parte altre mie aspirazioni, in forza e per causa di un senso di giustizia negata che non potevo e non posso sopportare. In forza e per causa di un sentimento di necessità di aggiustare le cose, non darsi per vinti, tornare, diffondere la nostra memoria.

Per descrivere quel clima che percepivo, ho estratto dalla mia raccolta quattro contributi emblematici:
• una lettera aperta al nostro mondo del novembre 2012,
• una lettera aperta a Massimiliano Lacota,
• un comunicato sulle polemiche circa l’imminente rappresentazione di Magazzino 18,
• un comunicato che spiegava la vendita della sede di via Serra a Roma.

In breve, le divisioni che vedevo nell’associazionismo mi addoloravano. Cominciai a girare in lungo e in largo le nostre comunità, cominciando dalle più problematiche e dialettiche e, via via, un po’ tutti: Torino (in primis), Milano, Brescia e poi Bergamo, Genova, Verona, Padova, ecc.

Compresi che il confinarsi solo nei pranzi sociali e nei raduni non faceva che auto-delimitarsi in un ambito segnato dall’amarcord. Da quei simposi non si andava via con un senso programmatico di prospettiva, ma di nostalgia, come tanti perdenti dove ormai non c’era più nulla da fare.

Nella lettera al nostro mondo, esprimo la dolorosa comprensione per una tale situazione e comincio a declinare quelle idee che mi hanno accompagnato per tutti questi anni, ovvero:
• memoria, testimonianza, narrazione storica;
• apertura a tutti, non solo a chi di sangue Istriano o Dalmata, ma, come fanno altri, a chi si appassiona della nostra storia;
• dialogo con il mondo fuori dalla nostra autoreferenzialità,
• presentazione della nostra vicenda come archetipo non locale, non provinciale, non confinato a Trieste e Gorizia, ma vero per tutta l’Italia e con valenza internazionale;
• presentazione della nostra vicenda secondo i canoni dei diritti negati (non si capisce perché se i diritti negati sono i nostri allora si può sorvolare);
• azione educativa, con diffusine della nostra storia e cultura nelle scuole e nelle Istituzioni;
• azione mediatica, con diffusione della nostra storia e cultura utilizzando i mezzi di comunicazione in uso, con rappresentazioni e manifestazioni;
• identità, ovvero orgoglio della nostra appartenenza ad una Terra, ad una radice storica e culturale da suscitare nelle generazioni successive alla prima;
• legame inscindibile con le nostre origini;
• attivazione di progetti comuni tra le nostre Comunità e le Comunità autoctone di Istria, Quarnero e Dalmazia;
• disegno di una prospettiva pragmatica per il nostro popolo radunato dalla medesima identità ma diviso dalle vicende della storia.

Questo programma non si poteva realizzare in un tempo breve.

Fatti salienti del 2013

Nell’autunno Renzo Codarin, allora Presidente di FederEsuli, mi chiedeva la mia disponibilità ad accettare l’incarico di Presidente ed io mi rendevo disponibile, sempre con la solita apertura, senza nemmeno sapere a cosa andavo incontro con certezza. E da quella data, seppure non eletto formalmente, che comincio il mio stretto sodalizio con l’attività di Renzo, ben comprendendo le peculiarità a cui doveva fare quotidianamente fronte ed offrendo, in totale apertura e linearità, la mia amicizia.

Inoltre, grazie alle mediazioni di Lucio e con il mio attivismo e grazie, soprattutto, al Ministro degli Esteri Bonino e al Sottosegretario Dassù, la legge di bilancio 2013 rifinanziò la legge 72/2001 per il triennio 2013-2015.

Ma nel 2013 accadevano altre due importanti questioni che avrebbero poi avuto conseguenze per gli anni successivi:
• la rappresentazione di Magazzino 18,
• la vendita della sede dell’ANVGD di Roma.

Su Magazzino 18. In sostanza a febbraio 2013 Cristicchi ed io entrammo in contatto e, per poter realizzare la sua opera, la cui prima si tenne il 22 ottobre a Trieste, Simone fece leggere il copione a me, Alessandro Altin, Piero Delbello e non so a chi altri. Ebbene, era chiaro fin subito che quest’opera, la prima in assoluto nel suo genere, avrebbe avuto un successo strepitoso non solo nel nostro mondo, ma anche e soprattutto fuori. Eppure, nonostante questa limpidezza di giudizio, continuavamo a combattere con frange chiassose e minoritarie dentro il nostro mondo che volevano evitare di portare in scena l’opera.

Fu nel marzo 2014 che, durante un Consiglio Nazionale ANVGD, Renzo Codarin ebbe l’idea vincente di utilizzare parte dei pochi, pochissimi fondi a disposizione, per rappresentare quell’opera, uscita – ricordo a beneficio di tutti – a stagioni teatrali già iniziate e non certo di gradimento della parte politica che governa i teatri. Quella idea di Codarin, unito all’impegno delle nostre persone sul territorio che, gratuitamente e con passione, a poco a poco, sposavano le linee guida citate sopra, permise la rappresentazione da noi organizzate a Venezia, Padova, Verona, Pescara, Perugia, Roma per poi deflagrare in tutt’Italia, con una diffusione ed un successo che hanno spazzato via ogni inutile, cattiva e preventiva polemica. Polemiche, però, che non sono state spazzate via nel cuore di chi le ha vissute in prima persona.

La seconda questione, riguarda la vendita della sede di via Serra, atto necessario e abbondantemente acclarato nella sua limpidezza, lucidità e necessità. Eppure, fatto, questo, che in tutti questi anni mi è stato più e più volte riportato come iniquo, mettendo in dubbio, da parte di gente cattiva e perversa, la mia totale onestà.

Fatti salienti del 2014

Il governo era a guida Renzi.

Nel 2013 non celebrai il GdR al Quirinale, ma a La Spezia. Tornando, in treno, sfogliando tutti i quotidiani del giorno dopo, trovavo solo una foto notizia del GdR sul Corriere della Sera in una pagina interna (Alemanno che deponeva una corona di fiori a Roma). Per il resto: nulla!

Un tale silenzio stampa mi inorridì e per evitare che ciò accadesse anche nel 2014, cominciai a scrivere, mesi prima, al Presidente e al DG della RAI nonché, grazie ad una eccellente intuizione di una della 4 persone che mi sono state costantemente, gratuitamente, gentilmente e con grande passione vicine in tutti questi lunghi anni, ai Presidenti di Camera e Senato, che nominano il vertice RAI.

È da questa data, dal 2014, che la curva dell’attenzione comincia a risalire per quanto riguarda la nostra penetrazione su giornali e TV.

Immediatamente dopo il GdR fu convocato il Tavolo Governo-Esuli stabilito presso la PCM. In seguito a quell’incontro fu redatto un documento, la nostra piattaforma, che ci ha guidato in tutti questi anni. Come potrete notare la piattaforma riporta sia il logo della Federazione che dell’Unione degli Istriani. Ciò era potuto succedere grazie ad un lungo lavoro di mediazione con Lacota, inizialmente molto collaborativo e, da dopo il rinnovo dei vertici dell’IRCI, avvenuto negli anni successivi, chiuso e polemico su ogni minima iniziativa.

La nostra piattaforma, scritta a più mani, è stato ed è un punto di riferimento essenziale in tutta la nostra proposizione. Alcuni punti sono stati risolti, altri restano aperti e fanno parte di quei diritti negati per i quali vale la pena battersi ancora. In particolare:
• Giusto ed equo indennizzo, del quale non si parlava più da un pezzo;
• Trattato di Osimo e creazione di una Fondazione;
• Medaglia d’oro a Zara;
• Onoranze ai caduti;
• Questioni anagrafiche;
• ecc.

Nell’autunno del 2014 cominciò un attacco senza precedenti da parte del Piccolo di Trieste contro alcune nostre Associazioni e contro alcune nostre persone. Il tutto aveva avuto come pretesto il buco di bilancio scoperto per l’IRCI e portato all’evidenza da Stefano Nedoh. Il prezzo di questa trasparenza fu una guerra tesa a dipingere Stefano come un mostro, imbrattare le Associazioni della Federazione, accusare il sottoscritto di mercimonio sulla questione Fondazione, ecc. Per giorni (17 di seguito), le nostre Associazioni e le nostre persone furono accusate con articoli pubblicati in prima pagina dal Piccolo per nefandezze mai perpetrate e fomentate da un gruppo feroce, divisivo, cinico.

La vicenda si fermò durante una drammatica telefonata, ricevuta dal direttore del Piccolo mentre stavo in macchina riportando Lucio a casa dopo un incontro al Quirinale per il prossimo GdR. In quell’occasione, nelle due ore di conversazione, io ritirai una querela indirizzata al giornale ed il giornale lasciò morire le accuse che ogni giorno screditavano sempre più il nostro mondo.

Fu una battaglia durissima vinta a testa alta.

Fatti salienti del 2015

Il governo era ancora a guida Renzi.

Il 2015 vede la ripresa organica dei lavori della Commissione Tecnica Scientifica istituita ai sensi della legge 72/2001. Da tempo la Commissione non si riuniva e l’intero processo di finanziamento arrancava a causa di una burocrazia pesantissima. L’avvicendamento continuo dei Funzionari Delegati, che accettavano l’incarico e poi si defilavano dopo qualche mese, metteva in crisi l’esistenza stessa di alcune Associazioni. In quell’anno, grazie soprattutto all’intervento del Sottosegretario Cesaro, del suo capo di gabinetto Capone e del nostro Diego Lazzarich che ce li presentarono, il meccanismo si rimise in movimento.

Il 15 gennaio, per la prima volta, dopo un accurato lavoro di convincimento e grazie al fatto che era stato invitato da noi a vedere l’opera di Cristicchi, un rappresentante del governo, il Sottosegretario agli Esteri Della Vedova, per la prima volta in assoluto (a quanto ci risulta), si recava in visita ufficiale proprio al Magazzino 18 di Trieste.

Il GdR fu celebrato alla Camera, alla presenza di un’esterrefatta Laura Boldrini che si aspettava di incontrare quattro vecchi ed invece riempimmo tre sale di Palazzo Montecitorio strapiene di gente di tutte le età e di tutti i ranghi sociali. Fu un incontro molto importante perché per la prima volta una certa sinistra sentiva parlare di diritti negati da una parte di popolazione italiana, non extracomunitaria.

Aprimmo, in quel modo, una fessura dentro il modo di quella parte politica che mal ci sopportava fino a quella data.

A quella celebrazione oltre al presidente del Senato Grasso, partecipò il neoeletto Presidente Mattarella. Per lui era la seconda partecipazione ad un evento pubblico. La prima fu una visita alle Fosse Ardeatine.

All’aumentare della nostra presenza su giornali, radio e televisioni cominciava a corrispondere un incremento di atti vandalici verso i nostri simboli che videro lo sfrego del Monumento ai Martiri delle Foibe di Roma, proprio il 10 febbraio, fino ad arrivare al lancio di una bomba incendiaria dentro la sede dell’AVGD di Roma.

Grazie alla rete che andavo via via costruendo su tutto il territorio e che vede oggi una nostra presenza di persone legate alla nostra storia ed alla nostra cultura da Bolzano a Palermo e da Trieste a Ventimiglia, in quell’anno prese ancor più vigore la sistematica sollecitazione di Comuni, Province e Regioni per la celebrazione del GdR, con il coinvolgimento sempre più massivo delle scuole.

Sempre nel 2015 registrammo, purtroppo, la sonora sconfitta da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e relativa al ricorso circa gli indennizzi agli Esuli. Tale sconfitta, le cui conseguenze sono tutt’altro che dissolte, ci costrinse ad aprire una profonda riflessione interna, ben riassunte in un’intensa lettera di amichevole confronto con Silvio Delbello.

In agosto celebrammo un successo senza precedenti con la mostra “Tu lascerai ogni cosa più caramente”, ideata da Davide Rossi e realizzata da Stefano Nedoh e Alessandro Scardino, e presentata al Meeting di Rimini. Quella mostra segnò la partecipazione di circa 20mila persone, talmente ben fatta che viene caldamente risollecitata.

Nel frattempo prendevano sempre più corpo gli attacchi impropri alla ADIM da parte di Renzo de Vidovich, il quale cercava di trascinarmi nelle sue posizioni contro l’attuale dirigenza.

Il 2015 segnava anche i 40 anni dal Trattato di Osimo. Tra i documenti troverete un importante allegato a firma mia, di Codarin e di Braico, che rimpiango come amico dell’età adulta e con il quale avevo, sulle questioni associative, una relazione quotidiana.

L’anno si concluse con il rifinanziamento della legge 72/2001 per le annualità 2016-2018. Questa battaglia fu vinta grazie all’aiuto di Toni Concina, che aprì un canale diretto di interlocuzione con l’allora Ministro Gentiloni, e con il solito attivismo mio e dell’impagabile Serena Ziliotto nell’interlocuzione con la politica.

Fatti salienti del 2016

Il governo era ancora a guida Renzi fino al 12 dicembre.

Il 2016 si apre con la richiesta ai vertici RAI, ormai diventata consuetudine, affinché sia data adeguata copertura della nostra vicenda non solo nel GdR.

Il GdR venne celebrato al Senato, alla presenza di Grasso, Boldrini e tanta politica, tra questi Letta, ex-premier.

Nel 2016 registro una vivace corrispondenza con la RAI perché, se da un lato dava sempre più spazio alle nostre vicende, dall’altra mostrava una marchiana ignoranza sulle questioni dell’Adriatico orientale. Da questa corrispondenza si evince come costantemente, da parte nostra, sia stata sollecitata al Sevizio pubblico e non solo, la dizione italiana di personaggi e luoghi della nostra storia, la quale, in diverse trasmissioni, come al solito veniva omessa.

Questa battaglia, che sembra poca roba, in realtà mostra l’importanza estrema del nostro lavoro sul territorio, nelle scuole, con il Ministero dell’Istruzione e, inoltre, l’importanza della nostra presenza sui media. Ne va della nostra identità e dignità.

Il 2016 fu l’anno del Giubileo straordinario della misericordia ed il 25 aprile si svolse a Barbana, presso Grado, presso la tomba che ricorda il nostro Egidio Bullesi, il Giubileo degli Esuli. Vi era presente il sindaco di Trieste, Dipiazza il quale, in quell’occasione, mi invitava a sollecitare un raduno unitario da organizzarsi per l’anno successivo, 2017, in occasione dei 70 anni dell’entrata in vigore del Trattato di Pace di Parigi del ’47. Da quella cortese richiesta seguì una delibera dell’Esecutivo per la celebrazione di un simile evento (con l’Unione degli Istriani d’accordo) ed una conseguente missiva al Sindaco per preparare la sua organizzazione.

In quell’anno morì Carlo Azzeglio Ciampi, il Presidente della Repubblica che celebrò il primo GdR facendo schierare il picchetto d’onore davanti all’Altare della Patria, evento che non si è più ripetuto negli anni seguenti.

Da segnalare, anche, la richiesta all’allora Ambasciatore di Croazia, Damir Grubisa, di poter ottenere, per chi lo volesse degli esuli o discendenti, la cittadinanza croata così come avviene per i croati di lingua italiana in Croazia. Come sappiamo il nostro mondo è diviso sull’ipotesi della doppia cittadinanza, ma un conto è avere una possibilità e rifiutarla ed un altro è non averla per niente.

Nel 2016 comincia a prendere forma in maniera compiuta l’attacco alla mia persona da parte di Renzo de Vidovich strumentalizzando, come suo solito, argomenti da me tratti e da lui distorti.

In novembre, per porre fine ad un braccio di ferro con l’allora Funzionario Delegato che si rifiutava di erogare i fondi facendo nascere polemiche inutili soprattutto a Trieste (qualche brava persona aveva messo in giro che erano stati tagliati i fondi a causa di chissà quali malefatte…), il Sottosegretario Cesaro si recava a Triste e Gorizia. In quella visita ebbe anche modo di recarsi all’Abisso Plutone, da me accompagnato, oltre che in molti altri luoghi della nostra memoria.

L’anno si conclude con due importanti questioni. La prima si riferisce al convegno svolto alla Camera per celebrare i 20 anni del Trattato tra Italia e Croazia per la tutela delle minoranze; la seconda, invece, riguarda un articolo pesantissimo contro tutto il nostro mondo, contro il GdR, contro la nostra narrazione (cioè quella supportata da fatti storici) avvenuta ad opera de l’Internazionale. A quelle falsità rispondemmo con un articolo scritto con la mia partecipazione e con quella di Lorenzo Salimbeni, Davide Rossi, Lucia Bellaspiga, Giuseppe de Vergottini, Michele Pigliucci e Tito Sidari.

L’anno 2016 è anche stato l’anno in cui ha preso forma e si è consolidato il sito www.federesuli.org, sviluppato, come al solito, con mezzi privati e gettando il solito cuore oltre l’ostacolo. Era necessario avere uno strumento di comunicazione altrimenti le notizie ufficiali non sarebbero mai penetrate. Non solo, tale sito è diventato, nel tempo, l’elemento aggregante per tante forze sul territorio che negli anni hanno fatto confluire, notizie, storie, ricostruzione puntuali dei flussi e dei movimenti degli Esuli in Italia ed all’estero, e tanto altro materiale ancora. Per quel sito ho dovuto chiedere un intervento tecnico che proprio non potevo fare da solo. La società che mi ha aiutato, per fortuna amica, ha emesso un fattura di 1500 euro che è stata pagata quest’anno (2020), mentre tutte le persone che hanno lavorato gratis e per amore ad un’ideale, hanno ricevuto solo quest’anno qualche compenso grazie al progetto comunicazione. Assieme al sito è in quegli anni che è stata usata intelligentemente la presenza sui social per connettere gente distante.

Ebbene, nonostante questo sforzo i cui benefici sono evidenti, quest’anno, negli ultimi Esecutivi, mi sono sentito mortificato quando mi veniva chiesto il perché ed il percome del progetto comunicazione. Mi sarei atteso un caloroso ringraziamento per aver avuta l’idea di non farci mettere sotto dalla stampa e dalla polemica nemica, per aver creato non un foglio di carta statico ma una comunità viva che gira attorno agli strumenti social, ed invece ho percepito solo diffidenza, come se i fondi per quel progetto (scarsi e tardivi) andassero a finire in chissà quale tasca.

Fatti salienti del 2017

Il governo era a guida Gentiloni, già Ministro degli Esteri nel governo precedente.

Il 2017 fu un anno ricco di eventi e di gran successo per la Federazione.

Si inizia a gennaio con un importante incontro a Zara tra Console ed Ambasciatore italiani, autorità cittadine e dell’Unione Italiana, avente a tema la conservazione del bilinguismo e l’istruzione in lingua italiana.

Segue una lettera se si vuole, un po’ illusoria. Tuttavia, come dice Max Weber “il possibile non verrebbe mai raggiunto se nel mondo non si ritentasse sempre l’impossibile”. Si tratta di una lettera al neo insediato presidente Trump, nella quale chiedo un aiuto per far rispettare il Trattato di Parigi, per quanto ci riguarda, essendo gli USA potenza che sottoscrisse quel trattato.

Il GdR fu celebrato alla Camera nella ricorrenza dei 70 anni dal Trattato del ’47. Proprio per quell’occasione la nostra gente aspettava un intervento del Presidente della Repubblica, che invece mancò e, probabilmente per recuperare la gaffe (ricordo che il Quirinale accolse le celebrazioni ufficiali di tanti altri eventi), cinque giorni dopo il 10 febbraio una delegazione della Federazione fu accolta con tutti gli onori da Mattarella in un incontro diretto. Il suo Cerimoniale si scusò della sua assenza al GdR dicendo che avremmo dovuto avvisarlo con anticipo in precedenza. Mi ricordai di quella circostanza ed il 27 luglio del 2017 lo invitai per la celebrazione del 2018!

In primavera, per la preparazione del Documento di Economia e Finanza (sulla base del quale si emana la legge finanziaria), il gruppo di FI al Senato guidato da Maurizio Gasparri, presentò una mozione per far inserire nella finanziaria la questione del nostro punto ancora aperto circa il cosiddetto giusto ed equo indennizzo.

Il 13 aprile si registra la storica visita di Angelino Alfano, Ministro MAECI, e Betrice Lorenzin, Ministro della Salute, da me accompagnati, alla stele che ricorda Vergarolla a Pola, alla presenza, tra gli altri, dei due omologhi Ministri croati, Davor Stier e Milan Kujundzic, nonché dal sindaco di Pola, Boris Miletic, e dal governatore della Contea, Valter Flego.

Al mio ritorno, purtroppo, se ne andò un maestro ed un amico: Lucio Toth. Una grande perdita.

In giugno, venne approvata, finalmente, la modifica della legge 72/2001 in maniera da consentire la possibilità di fruire di tutti i fondi erogati per la realizzazione dei nostri progetti, sin dall’inizio dei lavori, eliminando così la questione per noi pesantissima degli anticipi del 50% e della successiva nostra anticipazione del restante 50%.

Nel frattempo, ad inizio luglio, diventava sempre più chiaro come alcuni personaggi di Trieste, più che essere legati all’Esodo Giuliano-Dalmata, fossero legati al passato Asburgico. Mi riferisco all’impegno di Massimiliano Lacota nella realizzazione di una statua a Maria Teresa d’Austria e dei feroci ed ingiustificati attacchi di questi nei confronti del nostro Manuele Braico, già provato da una malattia che fu per lui letale, spegnendolo l’8 luglio.

Il 7 luglio, alle 17 di pomeriggio vidi per l’ultima volta Manuele. Ero insieme ad Alessandro Altin, fedele compagno di viaggio. La perdita di Manuele fu la perdita di un amico vero, un amico dell’età adulta e lasciò un grande vuoto non solo personale, ma anche in seno alla Federazione perché la sua schiettezza, la sua disponibilità e la sua tenacia è merce rara.

Da lì a venti giorni dopo se ne andava via anche Enzo Bettiza, testimone, scrittore uomo di cultura amico della nostra causa.

Due giorni dopo, il 31 luglio, bloccai letteralmente un siluro che avrebbe causato danni atroci a tutta la nostra attività di testimonianza. Si trattava dell’iniziativa in fieri presso la Regione Toscana circa un modello educativo parallelo a quello ministeriale, dove siamo presenti da anni, per l’insegnamento delle vicende dell’Adriatico orientale. Con un intervento diretto incontrai il vicepresidente della Regione nonché assessore alla cultura e raddrizzammo l’iniziativa includendo nel programma nostri docenti e nostri testimoni della prima generazione.

Il 15 settembre ricorse l’entrata in vigore del Trattato di Parigi. Il raduno unitario non si fece ma, per contro, fu mandata in onda una trasmissione terribile di TeleCapodistria alla quale replicai duramente, analizzandola fotogramma per fotogramma, e per la quale chiesi una trasmissione riparatoria per la nostra memoria. Siamo ancora in attesa.

Ad ottobre se ne andò anche Tullio Canevari, una persona fattiva, positiva, intelligente, amica e molto corretta per la quale ebbi ed ho grande stima.

In ottobre il clima a Trieste era rovente. Attacchi su attacchi da parte di de Vidovich e Lacota circa la mala gestione dei fondi della legge 72/2001 ed altri attacchi personali oltre che a me a Codarin, Nedoh, Luxardo e tutta la Federazione. Il 7 ottobre venne realizzata una conferenza stampa organizzata al volo grazie all’ottimissima Viviana Facchinetti presso la Sala Fenice del Circolo Fincantieri.

È interessante sottolineare come tali attacchi su ruberie mai esistite (attacchi che furono poi respinti con una querela nel 2018), arrivavano mentre il sottoscritto si doveva fare prestare dei fondi da persone amiche per poter portare avanti l’incarico di presidenza. Come sapete vivo del mio stipendio e per viaggiare, interloquire o presenziale con questo e quello, dovetti chiedere aiuti consistenti perché il fondo cassa della Federazione andava sempre esaurito per le attività del GdR, per le premiazioni, per le spese viaggio dei vari soggetti che, invitati, non gettavano il famoso cuore oltre l’ostacolo, per me, invece, consolidata usanza.

Il 2 novembre, avendo visto il Papa alle Fosse Ardeatine, gli scrissi per invitarlo a Basovizza. Siamo ancora in attesa.

Sempre a novembre, però, ottenei un successo eccezionale, seppure tenendo un profilo bassissimo e tessendo continuamente tra MAECI, Difesa e PCM. Si trattava dell’annuncio che finalmente le cose si sbloccavano per il recupero delle salme di Castua, Ossero e Poloj. Una notizia per la quale molti di noi hanno lavorato prima di me, come il gen. Elio Ricciardi, dell’ADIM, il presidente Amleto Ballarini e Marino Micich della Società di Studi Fiumani ed altri ancora.

Fatti salienti del 2018

Il governo era ancora a guida Gentiloni fino al 1° giugno, poi Conte.

L’anno si apre con la solita lettera alla RAI, poi con una al Papa (per invitarlo al Villaggio di Roma), un’interessante lettera a Lacota (in risposta all’ennesima polemica), un comunicato stampa di risposta ad un’altra ennesima falsità e stortura di de Vidovich, sempre pronto a seminare zizzania, una lettera a Corrado Augias come cortese rimostranza per un suo intervento giustificazionista.

Il 12 gennaio portai all’attenzione dell’Esecutivo la richiesta di Paolo Sardos Albertini circa l’entrata in Federesuli dell’Associazione da lui diretta, la Lega Nazionale. Questa sua richiesta era in linea con quanto da più parti auspicato circa l’allargamento della Federazione, unico soggetto interlocutore con il Governo (per ora) alla quale aderiscono non tutte le Associazioni dell’Esodo Giuliano-Dalmata.

Il 10 febbraio tenni un meraviglioso incontro in Regione Liguria, dove ritrovai tanta gente della nostra comunità e tanti amici che vedo ogni anno a Lussino. Poi, nel pomeriggio, si celebrò il GdR al Senato, alla presenza dei Presidenti Mattarella, Casellati, Fico ed altre personalità.

Intanto prendeva forma anche l’azione didattica della Regione Toscana con la partecipazione delle nostre Associazioni.

A marzo subii un importante intervento chirurgico che mi mise fuori combattimento fino Pasqua. Quell’evento mi ha scosso molto e, in relazione alla mia carica in Federazione, mi scosse ancor di più una certa reazione che non mi sarei mai aspettato. In sostanza, mentre stavo in ospedale, venni a conoscenza del fatto che ci si preoccupava di come sarebbe stato opportuno avere un nuovo presidente caso mai me ne fossi andato. Riflettei sul fatto che sarebbe stato più opportuno e più amichevole porsi la questione all’indomani della mia distensione dei clachi. Cominciai a vedere la Federazione non più come un gruppo di amici che si aiuta, ma come un insieme di regole, statuti, verbali, procedure e ampollosità molto lontane dalla mia idea di movimento, così come concepita insieme a Toth in anni della sua vicinanza.

Seppure convalescente registro uno scambio fitto di corrispondenza per fare entrare nel DEF di quell’anno le questioni che ci riguardavano, come avvenuto l’anno prima.

Il 30 giugno, dando uno schiaffo morale ai tanti che pensavano che mi fossi inchiodato alla poltrona in maniera impropria, venivo rieletto presidente. A tale proposito è bene ricordare che, lo statuto, debitamente aggiornato, non pone più il limite dei due mandati consecutivi.

A luglio si dà luogo al recupero dei poveri resti mortali dei martiri di Castua. A quell’evento le Autorità italiane, sentite quelle croate, mi sconsigliano di partecipare per evitare inutili polemiche con le frange comuniste e nazionaliste più rissose.

A Lussino, nell’estate, viene installata una LIM comprata faticosamente con i pochi soldi in cassa, per dare vita ad un progetto comune, seguita dalla prof.ssa Elisabetta Patelli di Como, per insegnare l’italiano nel locale asilo di lingua italiana dove però le insegnanti sono di lingua croata!

A settembre il film Red Land, osteggiato nella sua realizzazione da una parte di persone delle nostre stesse Associazioni (vedi vicenda Magazzino 18), è in dirittura di arrivo. Per far fronte alle spese di produzione chiedo, domando e busso ad ogni porta, fino ad arrivare alla Fondazione Alleanza Nazionale. Alla fine, dopo tanti sforzi, il film si realizza e viene visionato, trasformando tanti detrattori in grandi promotori, per fortuna. Quest’opera costituisce un punto di arrivo molto importante per il quale mi sono speso fin da quando Lucio mi chiese di occuparmene, cioè dall’autunno 2009, data del primo incontro con Alessandro Centenaro.

Nell’autunno vengono scritte le lettere di invito in preparazione al GdR successivo oltre che una lettera a Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico, per la realizzazione di un francobollo che celebri Norma Cossetto. Siamo ancora in attesa.

L’anno si chiude con un saluto per un convegno organizzato da Francesco Casale, attivissimo amico nella regione di Salerno e, in generale, in Campania.

Fatti salienti del 2019

L’evento chiave di tutto l’anno, e del quale se ne odono ancora oggi gli echi, è la celebrazione ufficiale del GdR avvenuta al Quirinale alla presenza dei Presidenti di Repubblica, Camera, Senato, Governo e Corte Costituzionale.

In occasione di tale evento registriamo la maggior presenza sui media mai avuta fin dall’istituzione del GdR. Ovviamente, tale risultato è la conseguenza di una politica sempre attenta alla questione comunicativa (nonostante la perenne insufficienza di fondi); attenzione che negli anni ha portato al conseguimento di una rilevanza per le vicende della nostra storia e della nostra cultura, mai raggiunte negli anni precedenti. In Esecutivo di qualche anno prima si considerava proprio il fatto che un giornale a rilevanza nazionale non avrebbe pubblicato più di un articolo all’anno sulle nostre questioni. Già dal 2018 e soprattutto dal GdR 2019, abbiamo potuto osservare come questo trend sia stato ribaltato. Il battere con insistenza, costanza e pervicacia sui diritti negati, sui punti ancora aperti, sulle onoranze ai caduti, sulle rappresentazioni artistiche (film, teatro, mostre, ecc.), sui convegni, sulle scuole, ecc., coinvolgendo tutta l’Italia, ha portato le conseguenze che oggi possiamo constatare con soddisfazione.

Il 10 febbraio del 2019 fu anche l’anno in cui Tajani chiuse il suo discorso in maniera pasticciata a Basovizza, circostanza che ha causato tensione, soprattutto da parte croata e slovena. Tuttavia, questo fatto ha messo a nudo come la nostra vicenda necessiti di grande responsabilità. Boutade non controllate hanno ripercussioni immediate sulle nostre Comunità autoctone di Istria e Dalmazia e possono arrecare danno alla nostra intera storia.

Il 2019 è anche l’anno in cui viene inoltrata (finalmente) una querela a de Vidovich – tanto per fargli capire che travasare immondizia sul prossimo non è una cosa buona, porta via tempo e toglie energia alla testimonianza – e viene depositata una proposta di legge in Parlamento da parte dell’on. Mario Pittoni, figlio di profughi, del gruppo Lega, che cerca di dare soddisfazione alla questione dell’atteso giusto ed equo indennizzo. Quella proposta è stata ripresentata di recente ed è l’unica iniziativa ad oggi pragmaticamente percorribile per avere un po’ di giustizia

A marzo 2019 si svolge l’importante convegno ad Osimo sul Trattato che prende nome da quella città.

Sempre a marzo scrivo un’appassionata lettera aperta a Moni Ovadia, autore di un pezzo giustificazionista pubblicato sul Manifesto.

In aprile si tiene un convegno alla Camera dove oltre alla mia presenza, si registra quella di: Quagliarello, Giovanardi, Stelli, Monzali, Ivetic e Simoncelli. Un evento importante che rinfocola l’interesse nel mondo della politica nei nostri confronti.

A maggio vengono riesumate le vittime di Ossero e, sempre in quel mese, ricevo la gradita telefonata dell’allora ministro Moavero (mai ricevuta una telefonata da un ministro senza passare per la sua segreteria…). Il Ministro si rivela un vero galantuomo poiché, per dare seguito alle parole di Mattarella pronunciate al GdR precedente, mi invita a diversi incontri per chiudere i punti ancora aperti con il Governo. Purtroppo il Governo cadrà il mese seguente.

Intanto, per ringraziare il Governo croato per le riesumazioni di Casuta ed Ossero, chiediamo un incontro con il Presidente Croato.

Nella Commissione Tecnica Scientifica cominciano ad essere discussi i progetti di più annualità, al fine di saldare il debito dello Stato ancora aperto e causato dalla sua lentezza burocratica. Un segnale importante di una chiara volontà politica.

A novembre si svolge a Trieste un importante convegno promosso dal Circolo Istria sulla questione Esodo, Comunità autoctone, ricomposizione della frattura, progetti comuni ecc.

Infine, dopo una polemica con al RAI per una trasmissione riduzionista-giustificazionista, l’anno si conclude con l’importante seminario regionale del Lazio sulle nostre vicende, promosso dal MIUR, il quale, ogni anno dal 2007, grazie all’infaticabile Caterina Spezzano, macina riunioni ed incontri per la proposizione dei temi a noi cari in tutte le scuole d’Italia.

Fatti salienti del 2020

L’anno si apre subito bene… il 6 gennaio scrivo una lettera di risposta al senatore Stojan Spetic, che a sua volta aveva appena scritto a Mattarella una pericolosissima missiva giustificazionista lunga e brutale.

Sempre in gennaio, al fine di continuare il colloquio avviato con Moavero, la Federesuli al completo viene ricevuta dal Viceministro Claudia Del Re. Purtroppo, anche per questo incontro (e c’era d’aspettarselo) siamo fatto oggetto del lancio di immondizia e nefandezze sparate a zero, alle quali rispondiamo raccontando, come sempre, la pura e semplice verità.

Subito dopo prende il via il seminario regionale dell’Abruzzo, organizzato dal MIUR, sulla stessa linea di quello avvenuto un mese prima nel Lazio. La partecipazione è notevole così come lo è la rilevanza ottenuta.

A Fertilia si tiene un importante evento per l’avvio di un progetto museale con la partecipazione mia e di tanta gente nostra, tra le quali Egea Haffner.

Il successivo GdR si svolge in due momenti: al Quirinale alla presenza di Mattarella, con un concerto e con brani da me scelti, tratti da autori nostri e recitati nella Sala Paolina – in quell’occasione vengono suonati pezzi musicali del nostro Gigi Donorà – e, il giorno dopo, al Senato. La visibilità ottenuta è amplissima, ancor più estesa di quanto realizzato nell’anno precedente, onestamente un risultato impensabile, ma che mette in luce anche un certo clima di cambiamento nei nostri confronti, raggiunto progressivamente con la nostra opera.

Lo stesso giorno, dopo il Senato, si svolge un evento di altissimo profilo al Circolo degli Scacchi organizzato dal prof. De Vergottini e tenuto insieme a Davide Rossi.

A marzo, prima della chiusura totale causa COVID, faccio in tempo a richiedere, come Federazione, di figurare come stakeholder nella compagine dell’Università Popolare di Trieste, richiesta che non è stata accolta con il nuovo statuto.

Il 13 luglio, alla fine del lockdown, Mattarella a Pahor visitano la Foiba di Basovizza. La Federazione, in precedenza, aveva espresso un giudizio politico netto a favore di quella visita. Una visita i cui effetti si cominciano a vedere ora con l’emersione di foibe mai viste prima in Slovenia e con la dichiarata disponibilità di quel governo ad onorare degnamente i nostri caduti. Come al solito nasce una dialettica interna, comprensibile e civile, ma non mancano le secchiate di immondizia sparate per invidia alle quali ho sempre risposto adeguatamente, senza offendere, ma con fermezza.

L’8 settembre per dare seguito all’incontro del 13 luglio viene richiesto un incontro con il Governo al quale ho ricevuto risposta informale sulla sua organizzazione a breve.

L’ultima azione riguarda quella condotta per invitare il Presidente del Senato Casellati all’inaugurazione del Monumento che verrà scoperto il 10 ottobre a Milano. Il Presidente aveva dato la sua disponibilità a patto che fosse chiamato dal Cerimoniale del Comune di Milano, il quale, però, ha rifiutato di invitarla.

Conclusione

A Lussingrande, dove torno spesso, esiste una vivace comunità, non solo autoctona e residente, ma di esuli di prima, seconda, terza (!) generazione che frequenta assiduamente i luoghi degli avi. È una comunità visibile, riconoscibile, conosciuta, effervescente, proveniente un po’ dal Veneto e poi da Genova e Trieste. La familiarità è di casa. Questa comunità ha mantenuto, in tutti questi anni di comunismo e nazionalismo, le tradizioni del luogo ed il 15 agosto è una festa in piazza, ancorché non organizzata. Una di queste persone, una signora giovane con tre figli che viene da Trieste la cui nonna era grande amica di mia madre, quest’anno incontrandomi mi ha guardato con un sorrisetto furbo e l’occhio mezzo chiuso da sotto un parasole, dicendomi: “Sei la nostra bandiera” e poi, subito dopo, a bruciapelo: “Quando cominciamo il ripopolamento?” e siamo scoppiati a ridere.

La nostra azione ha rigenerato ciò che si pensava morto ed impossibile. Ed in ciò sono stato aiutato dall’attenta lettura di un libro di Giovanni Paolo II, fondamentale per la mia opera: Memoria ed Identità.

Lascio la presidenza di una Federazione sana, forte, presente, riconosciuta e riconoscibile, finanziariamente stabile, partecipe sui media e sul territorio nazionale.

Auspico che la prossima presidenza continui nell’opera intrapresa quando mi sembrava di avere tra le mani un moribondo.

Auspico che la prossima presidenza prosegua in quel cammino intrapreso anni fa e cioè che continui ad operare secondo quelle linee guida indicate, quali:
• memoria;
• apertura a tutti;
• dialogo con il mondo che sta fuori;
• presentazione della nostra vicenda come archetipo non locale;
• battaglia sui diritti negati;
• diffusione della nostra storia;
• presenza sui media;
• promozione dell’identità;
• legame inscindibile con le nostre origini;
• attivazione di progetti comuni;
• disegno di una prospettiva pragmatica per il nostro popolo radunato dalla medesima identità, ma diviso dalle vicende della storia.

Auguro al prossimo presidente di non riportare questo mondo allo stato vegetativo in cui si trovava qualche anno fa, quando misi da parte la mia carriera professionale e la mia vita privata per averne cura.

Ringraziamenti

Devo ringraziare moltissime persone che ho incontrato e conosciuto in tutti questi anni. Sono centinaia e non credo che riuscirò ad essere esauriente, pertanto mi scuso fin da ora per le omissioni.

Desidero cominciare dalle quattro più fedeli che mi hanno sempre seguito, in ogni momento, nella vita associativa ed in quella privata, gettando insieme a me, come sempre, quel famoso cuore oltre l’ostacolo, gratuitamente e per passione umana. Quindi grazie a:
Marco Brecevich,
Nadia Giugno,
Simona Gervasi,
Stefano Nedoh.

Grazie a Giorgio Varisco, schietto, onesto, saggio, una grande aiuto nella conoscenza della storia e nella gestione delle tante Associazioni.

Un grazie appassionato e fedele alla squadra che ho costruito girovagando città per città, paese per paese, un gruppo che mi ha seguito fedelmente, che è stata la vera spiane dorsale del nostro darsi da fare, dialettico, operativo e sempre propositivo. Grazie quindi a:
Adriana Ivanov, Padova,
Alessandro Altin, Trieste,
Alessandro Scardino, Verona,
Andrea Altin, Trieste,
Andrea Manco, La Spezia,
Anna Di Tunno, Sulmona,
Anna Maria Crasti, Cernusco,
Antonella De Francesco, Roma,
Antonio Caputo, Avellino,
Benito Pavazza, Latina,
Carlo Alberto Morsetti, Roma,
Casimiro delli Falconi, Foggia,
Cinzia Calizzi, Crotone,
Claudio Ausilio, Arezzo,
Cristina Caputi, Prato,
Cristina Chenda, Torino,
Daniela Dotta, Iesolo,
Daniela Stemberger, Latina,
Daniela Velli, Firenze,
Davide Bellocci, Genova,
Davide Rossi, Verona,
Diego Lazzarich, Napoli,
Dino Grebaz, Mantova,
Donatella Bracali, Pesacara,
Elena Barlozzari, Roma,
Elena Depetroni, Bergamo,
Elettra Paresi, Siena,
Elizabeth Foroni, Verona,
Emanuele Bugli, Venezia,
Emanuele Merlino, Roma,
Enrico Kikko Ruffi, Cagliari,

Fabio Agarinis, Roma,
Fabio Lagonia, Catanzaro,
Fabio Lo Bono, Palermo,
Fausto Biloslavo, Milano,
Filippo Borin, Prtogruaro,
Franca Balliana Serpentino, Iesolo,
Francesca Gambero, Novara,
Francesca Paola Montagni Marchiori, Venezia,
Francesco Casale, Salerno,
Francesco Ostrogovich, Massa,
Fulvia Siscovich, Taranto,
Fulvio Mohoratz, Genova,
Giampaolo Pani, Modena,
Gianni Grigillo, Milano,
Gigi Donerà, Torino,
Gino Sizzi, Taranto,
Gino Zambiasi, Palermo,
Giorgia Görner Enrile, Palermo,
Giovan Battista Zannoni, Londra,
Giovanni Grigillo, Milano,
Giuliana Donerà, Torino,
Giuseppe Nappa, Avellino,
Ileana Macchi, Genova,
Italia Giacca, Padova,
Lorenzo Canepari, Roma-Trieste-Edimburgo,
Lorenzo Salimbeni, Roma,
Lucia Bellaspiga, Milano,
Luigi De Bernardis, Roma,
Luigi Perini, Como,
Marella Pappalardo, Orvieto,
Margherita Sulas, Cagliari,
Maria Rita Cosliani, Cernusco,
Marino Micich, Roma,
Mario Buzzai, Messina,
Mario Diracca, Pescara,
Mario Sicconi, Latina,
Matteo Gherghetta, Milano,
Mauro Manca, Fertilia,
Mauro Runco, Verona,
Myriam Andreatini, Firenze,
Nadia Giugno, Trieste,
Nadia Stossi, Lucca
Patrizia Mihaljevic, Lecce,
Petra Di Laghi, Genova,
Piero Simoneschi, Latina,
Piero Tarticchio, Milano,
Pierpaolo Becich, Milano,
Roberto Biffis, Treviso,
Rudi Ziberna, Gorizia,
Romano Bosich, Palermo,
Sciannameo Giovanni, Whasington,

Serena Ziliotto, Roma,
Sergio Tabanelli, Massa,
Silvano Scherl, Roccella Ionica,
Simona Pellis, Roma,
Sisa Barich, Milano,
Stefano Nedoh, Trieste,
Tiziana Sauco, Massa
Valentina Petaros, Capodistria,
Valter Lazzari, Savona,
Viviana Facchinetti, Trieste,
Vito Fumarola, Martina Franca.

Grazie al mondo della politica e grazie in particolar modo a:
Carlo Giovanardi,
Maurizio Gasparri,
sempre disponibili, reattivi e fattivi, appassionati alla nostra storia come lo siamo noi.

Grazie ai servitori dello Stato che ci hanno seguito fino ad oggi con particolare affetto:
Corrado Azzollini,
Elisabetta Bianco,
Caterina Spezzano,
Renata Codello,
Gianni Bonazzi,
Anna Maria Affanni,
Fabrizio Magani,
Carlo Notarmuzi,
Caterina Musolino.

Un grazie speciale a Francesco De Luigi, vera interfaccia quotidiana tra Federazione ed Istituzioni, per le tante battaglie condotte insieme, e chissà che non se ne faccia assieme ancora qualche altra.

Dott. Antonio Ballarin

Presidente FederEsuli