Identità oltre i confini a Gorizia. Intervista a Mauro Manca: il futuro del Ricordo è qui.


Considerazioni finali e bilanci della tre giorni di eventi sull’Esodo tenutasi a Gorizia.

A conclusione della serie di eventi dal titolo “Identità oltre i confini – generazioni a confronto per una nuova frontiera adriatica” organizzata da FederEsuli in collaborazione con ANVGD e il Centro di documentazione multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata, con il patrocinio del Comune di Gorizia ed il supporto dell’Unione Italiana, abbiamo incontrato Mauro Manca, anima del progetto. Scrittore e direttore dell’ecomuseo Egea di Fertilia, Manca commenta le giornate organizzate con istituzioni e giovani, con soddisfazione. Incontri, proiezioni, dibattiti e presentazione di progetti digitali ed interattivi per parlare del “Futuro del Ricordo”, ovvero la nuova fase della trattazione delle storie nella storia dell’Esodo istriano dalmata, vista attraverso gli occhi dei ragazzi italiani, sloveni e croati. Commentando i risultati degli eventi, Mauro Manca vuole però in prima battuta, chiarire la sua posizione in merito all’idea che ha promosso:

La mia prima esigenza sta nel far comprendere che con queste manifestazioni e con il modo di raccontare il futuro del ricordo, non stiamo denigrando ciò che è stato fatto in precedenza: si tratta infatti di un lavoro fondamentale, senza il quale non avremmo avuto la possibilità di guardare avanti, in quanto la conoscenza dei fatti era il primo passo da affrontare. Oggi però, è arrivato il momento di prestare attenzione al futuro: non possiamo restare fermi con lo sguardo rivolto al passato. Non voglio in alcun modo sminuire quanto realizzato fino ai giorni nostri, anzi: è solo grazie a tutto ciò che è stato portato avanti in anni di ricerche e raccolta di dati, che oggi possiamo cogliere l’occasione di progredire nel racconto della storia di queste terre.

Quale lo scopo dell’organizzazione di eventi come questi?

 Sono molto determinato riguardo ad un percorso nel quale ho trovato ampia condivisione da parte di persone illuminate che non hanno rinunciato, pur nella necessità di fissare in modo chiaro le immagini delle tragedie che hanno contraddistinto la storia di tante famiglie, a trovare comunque il modo di dialogare. Lo scopo principale è quello di mettere insieme i giovani che hanno la possibilità di portare sulle loro spalle i cambiamenti, per compiere un importante passo avanti. Lo abbiamo fatto in questi giorni riunendo italiani, sloveni e croati delle nuove generazioni, tracciando un  percorso innovativo che vada in un’unica direzione, con la garanzia che non vengano usate le nostre divisioni per indebolire un discorso complessivo. Già negli interventi della prima giornata, è emerso come non si possa chiedere alle nuove generazioni di scegliere tra le identità italiana e quella croata o slovena, ma dobbiamo avere il coraggio di aiutarli a trovare una strada nella quale le due identità siano ricchezza e arricchimento. E’fondamentale mantenere l’orgoglio italiano per chi vive nei Paesi d’oltreconfine, senza chiedere di rinnegare la patria in cui i giovani sono nati. Sarebbe come chiedere al sottoscritto di scegliere tra l’identità di famiglia, quella fiumana e quella sarda: io mi sento orgogliosamente sardo, ma sento altrettanto forte dentro di me la presenza della parte d’origine dei miei, che tendo a custodire e alla quale dedico il mio tempo e le mie energie, senza mai anteporla all’altra.

Quali le tappe più significative delle giornate nell’ambito delle manifestazioni di Go 2025?

Ci sono stati dei progetti di altissima qualità, presentati in questa tre giorni goriziana, di multimedialità e digitalizzazione ma è stato importantissimo il momento di sintesi di quello che ho chiamato il “Nuovo manifesto politico dell’Esodo” prossimamente inserito in un libro dal titolo “Identità oltre i confini: generazioni a confronto per una nuova frontiera adriatica” che prende il via dalla linea tracciata dal Presidente Mattarella con il gesto della mano nella mano con il suo omologo Pahor. Ho voluto, assieme a chi mi ha sostenuto in questo percorso, il professor Davide Rossi, con il quale ho condiviso la stesura del volume, inserire le testimonianze di due riferimenti indiscussi del mondo dell’esodo, come Giuseppe De Vergottini e Toni Concina, accanto a quella di esuli di secondo grado, Maria Elena De Petroni che rappresenta FederEsuli nel mondo della scuola e lo stesso Davide Rossi, due rappresentati delle Comunità Italiane oltre confine, Christian Poletti vicesindaco di Pirano e Paolo Demarin dell’Assemblea dell’Unione Italiana, accanto a due persone esterne al mondo dell’esodo che aiutino a capire la percezione dell’argomento da fuori questo mondo, il direttore dell’Arena di Verona Mamoli ed Andrea Bolla, imprenditore a livello nazionale nel campo dell’energia. Tutto ciò per dare alla lettura del testo più prospettive, confrontabili fra loro.

Quale quindi il risultato finale della manifestazione di questi giorni?

Da Go 2025, penso possa emergere un dato importante secondo cui le Associazioni degli Esuli in Italia assieme all’Unione Italiana debbano trovare il modo di portare avanti grandi progetti insieme, pur nella libertà di movimento e di azione di valorizzazione dei singoli soggetti, dando ai giovani la possibilità di accompagnarsi ed aiutarsi nella trasmissione del testimone: dobbiamo ascoltarli per comprendere quali siano le vie da intraprendere in futuro.