Medif, la Mostra degli Esuli Fiumani, Istriani e Dalmati, inaugurata a Roma.


Presente alla cerimonia di apertura, il Ministro della Cultura Giuli “Un percorso espositivo per ridare dignità e verità alla nostra Storia”. Per il Presidente di FederEsuli, Codarin “Si ricongiungono finalmente le storie di chi ha dovuto lasciare le proprie terre, con la storia nazionale”. Importante contributo di FederEsuli per l’organizzazione.

Inaugurata alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli e dei vertici di FederEsuli, la Mostra degli Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani (MEDIF). Un racconto unico d’immagini e testimonianze che ripercorre, attraverso documenti, fotografie, oggetti e testimonianze dirette selezionati e organizzati da un comitato scientifico multidisciplinare, il dramma delle foibe e dei 350mila esuli italiani costretti a lasciare la loro terra per conservare la propria identità culturale e storica. 

Ottant’anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la storia degli esuli fiumani, dalmati e istriani trova spazio dentro il Vittoriano, presso la Sala del Grottone, un museo che è cuore pulsante e memoria viva della nostra Patria, oggi guidato dalla Direttrice Generale Edith Gabrielli, membro del comitato scientifico della mostra.

Fondamentale l’apporto nell’organizzazione della mostra, di FederEsuli, grazie al gran lavoro di Francesca Traldi, Lorenzo Salimbeni, Alessandro Scardino, Davide Rossi e Paolo Valerio, oltre all’attento supporto di Giuseppe De Vergottini che, con i vicepresidenti Fabio Tognoni e Serena Ziliotto, hanno reso possibile l’avvio dell’esposizione.

Il percorso espositivo, curato dall’architetto Massimiliano Tita, restituisce verità e dignità a una pagina della storia italiana che per troppo tempo è stata taciuta, minimizzata se non quando manipolata, come è stato sottolineato dalle parole degli intervenuti:

E’ per me oggi una grande emozione essere qui a rappresentare un mondo che vede ricongiungersi la propria storia, a lungo dimenticata o strumentalizzata, con la storia d’Italia- ha affermato Renzo Codarin, Presidente di FederEsuli –Inaugurare la Mostra sugli Esuli Dalmati, Istriani e Fiumani in uno dei luoghi simbolo dell’unità d’Italia porta a ulteriore compimento gli auspici della Legge 92 del 2004 che istituiva il Giorno del Ricordo. Sono state le associazioni degli esuli a realizzare questa mostra, facendo confluire qui i risultati di un lavoro che hanno svolto incessantemente per far conoscere la nostra storia attraverso convegni e pubblicazioni, conferenze e testimonianze nelle scuole, mostre e documentari. MEDIF raccoglie questo bagaglio di esperienza e lo mette a frutto in un percorso espositivo moderno e dinamico, attento alla ricostruzione storica, ma con lo sguardo rivolto al futuro: nella cornice europea, nel reciproco riconoscimento di lutti e sofferenze con Slovenia e Croazia e nei rapporti con gli italiani autoctoni dell’Adriatico orientale cogliamo le nuove coordinate entro cui raccontare la nostra vicenda ed il patrimonio culturale che l’italianità adriatica ha rappresentato nei secoli”.

La storia deve essere raccontata nella sua interezza – ha commentato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli – Questa mostra rappresenta un passo molto importante per giungere all’allineamento delle varie memorie che negli anni si sono stratificate nella rappresentazione della nostra identità. Un percorso espositivo che nasce dalla necessità di far avvicinare diversi punti di vista sulla realtà storica. Gli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati hanno in questa mostra, che è il prologo alla nascita del Museo del Ricordo, un punto di riferimento e il segno tangibile, che le istituzioni di questo governo, sono accanto a loro nella ricostruzione di un percorso di memoria che restituisca dignità e verità ad una storia così tragica”.


Nelle immagini alcuni momenti dell’inaugurazione con i vertici di FederEsuli e il Ministro Giuli.