Giorno del Ricordo 2026: Trieste e Roma unite negli eventi, così come in molte altre città italiane.


Numerose iniziative in tutta l’Italia hanno sottolineato l’importanza di non dimenticare.

Una giornata all’insegna del tributo della memoria per le vittime delle Foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata che sempre di più unisce idealmente molte città da sud a nord, coinvolgendo un numero sempre crescente di giovani, accanto a chi ha vissuto quei tragici momenti o li ricorda perché in molti modi, le vicende del confine orientale d’Italia hanno contribuito a costruire il Paese di oggi. Così è accaduto soprattutto grazie alle cerimonie principali, al Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza e nella capitale, in diversi momenti istituzionali.

Sul Carso Triestino, il solenne evento nei pressi della Foiba, con la presenza del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini che, con il Ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il Sindaco della città giuliana Roberto Di Piazza e il Prefetto Giuseppe Petronzi, ha voluto testimoniare grazie alla propria presenza, il riconoscimento per “una parte della storia che non deve essere dimenticata”. Fedriga ha posto l’accento sull’importanza della partecipazione delle scuole a eventi come questo, in quanto “i più giovani devono scoprire quanto qui avvenuto, non soltanto come doveroso omaggio a chi non c’è più ma soprattutto per costruire il futuro che è responsabilità di ognuno di noi”.

FederEsuli, su indicazione del Vicepresidente Fabio Tognoni, ha predisposto e realizzato durante tutta la manifestazione triestina, una diretta video a cui hanno assistito cinque classi terze degli istituti comprensivi di Squinzano in provincia di Lecce, scuole secondarie di primo grado dei plessi Abbate e Carducci: grazie al commento storico e giornalistico di Roberta Vlahov, che cura la comunicazione della federazione, i ragazzi, assieme agli insegnanti e al Sindaco della città salentina, hanno potuto vivere, seppure da remoto, la commozione dei loro coetanei, presenti in gran numero a Basovizza provenienti da diverse località italiane.

Dalla Stazione Centrale Trieste è inoltre partita la terza edizione del Treno del Ricordo, con le cinque carrozze del Museo itinerante su foibe ed esodo, che percorreranno la penisola in diverse tappe.

A Roma, a Montecitorio, il Giorno del Ricordo è stato celebrato con un evento che ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, delle più alte cariche dello Stato e delle autorità civili, militari e religiose, oltre che dei rappresentanti delle Associazioni di Esuli, con le loro testimonianze dirette. Tutti gli interventi si sono focalizzati sulla necessità di non dimenticare la storia, stigmatizzando l’odio titino verso tutto ciò che allora rappresentava l’Italia, chiedendo giustizia per le vittime senza però smettere di cercare nuovi terreni di dialogo, come ricordato dai presidenti di Senato e Camera, Larussa ci vergogniamo dei sassi lanciati a Bologna sul treno che riportava in Italia gli esuli” e Fontana. “Il gonfalone di Zara attende ancora la medaglia d’oro concessa tanti anni fa, e mai consegnata” ha affermato in aula Toni Concina per l’Associazione dei Dalmati, mentre il Vicepresidente del Consiglio Tajani ha ricordato i giovani e i giovanissimi morti nelle foibe. Abdon Pamich esule e campione di podismo, ha riportato con emozione alcune tappe della sua vita in quegli anni difficili, mentre lo storico Gianni Oliva ha rappresentato un esauriente quadro delle principali vicende che hanno scandito il periodo.

Nel pomeriggio, il Presidente Matterella ha visitato la Mostra degli Esuli Dalmati, Istriani e Fiumani presso la Sala del Grottone all’interno dell’Altare della Patria: ad attenderlo, i vertici di FederEsuli, con il Presidente Renzo Codarin, i Vicepresidenti Fabio Tognoni, Davide Rossi e Serena Ziliotto, la Segretaria generale Francesca Traldi e l’architetto Massimiliano Tita, ideatore del progetto, che hanno illustrato al Capo dello Stato, e successivamente ai Ministri della Cultura Giuli, della Famiglia Roccella e alla Senatrice Casellati, i contenuti dell’esposizione.

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