Il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946 aveva fissato la data del successivo 2 giugno per lo svolgimento del referendum istituzionale e le contestuali elezioni per l’Assemblea Costituente, ripristinando le vecchie circoscrizioni elettorali, ivi compresa quindi la XII Venezia Giulia – Fiume – Zara con 13 padri costituenti da eleggere. Tuttavia il Decreto Luogotenenziale 99 del successivo 16 marzo sospese sine die le consultazioni a Bolzano e nelle province del confine orientale.
Se nel capoluogo altoatesino era ancora impossibile redigere nuovamente le liste elettorali di fronte al flusso di tedescofoni che nel 1939 avevano optato per la cittadinanza tedesca, si erano trasferiti nel Reich germanico e adesso tornavano sui loro passi, ben altra era la situazione a Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Zara, anche se la loro appartenenza allo Stato italiano era formalmente indiscutibile fino a quando un nuovo trattato internazionalmente riconosciuto non avesse definito il nuovo confine italo-jugoslavo. Tuttavia la Linea Morgan entrata in vigore il 12 giugno 1945 aveva individuato una Zona A (Trieste, Gorizia e Pola) sotto amministrazione militare angloamericana ed una Zona B (Istria e Fiume) sotto amministrazione militare jugoslava. Se Zara era stata considerata già integrata nella nascente Jugoslavia comunista, nelle due Zone le autorità militari dovevano solamente garantire l’ordine pubblico, la sicurezza ed il ritorno alla vita normale, ivi compreso lo svolgimento di consultazioni elettorali libere e democratiche, in attesa delle decisioni della Conferenza di Pace. Ciò sostanzialmente avveniva nella Zona A, mentre nella Zona B era in atto una sempre più evidente assimilazione agli apparati jugoslavi.

Tale scenario, in cui si inserì il Referendum del 2 giugno, sarà al centro del convegno del ciclo di appuntamenti Milano è Memoria
IL VOTO NEGATO AL CONFINE ORIENTALE
promosso dal Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in collaborazione con la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati e con il patrocinio della Regione Lombardia.
Appuntamento mercoledì 7 ottobre alle ore 17:00 alla Sala Pirelli di Palazzo Pirelli (via Fabio Filzi, 22 – Milano), sede della Regione Lombardia. Dopo i saluti istituzionali di Federico Romani (Presidente del Consiglio regionale della Lombardia) e di Annamaria Crasti (Vicepresidente ANVGD Milano), interverranno Alessandro Agrì (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste) coordinati da Matteo Sacchi (redazione Cultura del quotidiano Il Giornale).
