Il voto negato al confine orientale [Milano è Memoria]


Sono gli 80 anni dal Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 l’argomento caratterizzante l’edizione 2026 di “Milano è Memoria”, alla quale il Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, ha contribuito portando alla luce una vicenda ai più ignota.

Il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946 aveva fissato la data del successivo 2 giugno per lo svolgimento del referendum istituzionale e le contestuali elezioni per l’Assemblea Costituente, ripristinando le vecchie circoscrizioni elettorali, ivi compresa quindi la XII Venezia Giulia – Fiume – Zara con 13 padri costituenti da eleggere. Tuttavia il Decreto Luogotenenziale 99 del successivo 16 marzo sospese sine die le consultazioni a Bolzano e nelle province del confine orientale.

Nel capoluogo altoatesino era impossibile redigere nuovamente le liste elettorali di fronte al flusso di tedescofoni che nel 1939 avevano optato per la cittadinanza tedesca, si erano trasferiti nel Reich germanico e adesso tornavano sui loro passi. L’appartenenza allo Stato italiano di Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Zara era formalmente indiscutibile fino a quando un nuovo trattato internazionalmente riconosciuto non avesse definito il nuovo confine italo-jugoslavo.

Tuttavia la Linea Morgan entrata in vigore il 12 giugno 1945 aveva individuato una Zona A (Trieste, Gorizia e Pola) sotto amministrazione militare angloamericana ed una Zona B (Istria e Fiume) sotto amministrazione militare jugoslava. Se Zara era stata considerata già integrata nella nascente Jugoslavia comunista, nelle due Zone le autorità militari dovevano solamente garantire l’ordine pubblico, la sicurezza ed il ritorno alla vita normale, ivi compreso lo svolgimento di consultazioni elettorali libere e democratiche, in attesa delle decisioni della Conferenza di Pace. Ciò sostanzialmente avveniva nella Zona A, mentre nella Zona B era in atto una sempre più evidente assimilazione agli apparati jugoslavi, per cui recarsi alle urne diventava estremamente problematico.

Ne hanno parlato Alessandro Agrì (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste), coordinati da Matteo Sacchi (redazione Cultura del quotidiano Il Giornale): la conferenza può essere vista liberamente sul canale YouTube ANVGD Comitato di Milano.