Presso il monumento dedicato alla giovane trucidata dai titini tra il 4 e il 5 ottobre 1943, si è svolta la cerimonia di commemorazione, alla presenza delle autorità.
Emozione, raccoglimento, partecipazione e preghiera, a Trieste, nel ricordo di Norma Cossetto, durante la solenne cerimonia di commemorazione per ricordare la tragica morte di quello che negli anni è diventato uno dei simboli del dolore e dell’estremo sacrificio cui andarono incontro le genti istriane, giuliane, fiumane e dalmate, durante e dopo il secondo conflitto mondiale.
Nel rione della città che ha ospitato ed ospita tutt’ora le vie che ricordano i centri d’oltre confine, lasciati dalle 350 mila persone esuli dalla propria terra, la via intitolata a Norma comprende uno slargo in cui si trova il monumento che la ricorda e attorno al quale, ogni anno si onora la sua memoria con una sentito momento di preghiera.
Alla presenza del gonfalone della città di Trieste, insignito della modaglia d’oro al valor militare e ai labari degli Esuli, della lega Nazionale, delle Associazioni combattentistiche e d’arma e dei reparti logistici, e del Gruppo dei referenti regionali per la Didattica della frontiera Adriatica, il momento di raccoglimento è stato aperto dal saluto da parte di alcuni esponenti del mondo degli esuli.
Andrea Legovini, in rappresentanza della Lega Nazionale, ripercorrendo le principali tappe storiche che hanno scandito quegli anni in Istria e Dalmazia, ha ricordato la figura di Norma Cossetto “Oggi, superato un lungo e colpevole oblio, queste tragiche pagine di storia sono riemerse in tutta la loro drammaticità. Nell’anniversario del martirio di questa giovane, è doveroso ricordarne il coraggio, l’onestà intellettuale e la straordinaria coerenza morale, nel rifiutare ogni compromesso. Oggi, la figura di una sola donna è diventato il simbolo del dolore di un intero popolo”. Legovini ha infine ricordato come la conoscenza del passato offra alle giovani generazioni gli strumenti per comprendere il presente con maggiore consapevolezza.
Dopo la lettura della motivazione del conferimento a Norma Cossetto della medaglia d’oro al valor civile, concessa il 9 ottobre 2005 dal presiente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Don Davide Chersicla ha condiviso con i presenti una preghiera a ricordo del martirio subito dalla studentessa e di tutti i caduti per la redenzione delle terre giuliane, istriane, fiumane e dalmate, benedicendo la corona d’alloro a lei dedicata, depositata dalle autorità ai piedi del monumento.
Renzo Codarin, in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, sottolineando il sentimento d’emozione nell’essere presente alla commemorazione, ha ricordato come in questi giorni anche presso l’Altare della Patria a Roma, alla Mostra che ricorda il dramma dell’Esodo e delle Foibe, dove c’è la rosa dedicata al sacrificio della giovane originaria di Visinada, ci sia stato un grande afflusso di visitatori “350 mila persone, come il numero di coloro che hanno dovuto abbandonare le loro terre. Stiamo lavorando con gli italiani dell’Istria per far sì che la foiba di Villa Surani, in cui è stato gettato il corpo di Norma, diventi un luogo della memoria, visitabile ed identificabile”. Codarin ha inoltre evidenziato la presenza della delegazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito “I dirigenti scolastici da gran parte delle regioni italiane che organizzano da alcuni anni, i Seminari di studio sulla storia delle terre del confine orientale, oltre alle visite del Ricordo nei luoghi della memoria, con studenti provenienti da tutta Italia”. Un grazie da parte del Presidente di ANVGD anche alla sensibilità dimostrata in questi anni dalle maggiori istituzioni che hanno collaborato fattivamente all’organizzazione di mostre ed eventi.
Il Vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Francesco Russo ha portato i saluti della Regione e ricordato i tragici fatti di quegli anni “Sono passati più di ottant’anni, ma è molto meno il tempo in cui abbiamo reimparato a fare memoria, grazie ad un grande Presidente come Carlo Azeglio Ciampi e al coraggio dell’Amministrazione comunale, nell’utilizzare tanti luoghi della memoria per far luce sul silenzio”. Un plauso è giunto da Russo per aver ricordato i martiri della fede “Non soltanto don Bonifacio, ma i giovani sacerdoti e non solo rappresentanti della fede, che in quegli anni hanno dato la vita, insieme a Norma Cossetto. Valori attuali che riconsegnamo alle giovani generazioni come patrimonio di valori per dire loro che mai più deve succedere che queste terre vedano ciò che hanno visto”. Un cenno di saluto è stato portato anche dal neo eletto presidente dell’Associazione delle Comunità istriane, Lorenzo Rovis.
In chiusura, il Sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, portando l’abbraccio della città, si è detto “Orgoglioso di tutto ciò che siamo riusciti a portare avanti in questi anni, per tenere viva la memoria dei fatti storici riguradanti l’Esodo e le foibe. In precedenza sono passati quarant’anni di oblio, in cui di queste storie non si poteva parlare, che hanno causato imperdonabili ritardi, nel riconoscimento del dolore sofferto dalla popolazione che ha dovuto abbandonare tutto“. Di Piazza ha ricordato i momenti in cui da amministratore, è venuto in contatto con quella realtà storica, grazie al supporto dei rappresentanti delle Associazioni e delle Comunità di Esuli: “Ci siamo più volte commossi, nel realizzare monumenti e testimonianze che parlassero della storia dimenticata, ma la soddisfazione di essere riusciti a riportare alla luce queste vicende, davanti ad un silenzio assordante, una vera e propria offesa nei riguardi di chi aveva dovuto lasciare la propria casa, rimarrà nel mio cuore come qualcosa di fondamentale”.





