Riscontri alla lettera aperta di FederEsuli


Pubblichiamo di seguito le risposte che ha ricevuto la Lettera aperta diffusa dalla Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati alla vigilia delle elezioni politiche di domenica 25 settembre 2022.

[L’articolo verrà aggiornato in caso di ulteriori comunicazioni]

Senatore Maurizio Gasparri

“Raccolgo, ancora una volta, l’appello che arriva dalla Federazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati in vista del voto del prossimo 25 settembre. Come sempre non farò mancare il mio impegno e quello di Forza Italia a sostegno delle loro storiche e giuste battaglie identitarie.

E non si tratta certo di un impegno elettorale, il mio, in quanto sono sempre stato al loro fianco negli anni e, anche grazie al mio impegno personale, molte delle loro richieste o iniziative hanno trovato terreno fertile in Parlamento, nelle istituzioni e altrove. Cito ad esempio gli stanziamenti garantiti anche nelle ultime leggi di stabilità per le associazioni degli esuli, il sostegno fondamentale per realizzare prodotti in campo culturale e cinematografico con la realizzazione, distribuzione e proiezione di film e documentari sulle vicende del confine orientale, iniziative fondamentali per divulgare e sensibilizzare l’opinione pubblica e la memoria collettiva su tragedie come quelle delle Foibe, la vicenda di Norma Cossetto, la strage di Vergarolla, su cui va ancora fatta verità, e molte altre. Una vicinanza attiva e dimostrata dai fatti.

Alcuni ignorano questa realtà della storia, altri la citano solamente nelle occasioni delle celebrazioni. Io invece me ne occupo tutti i giorni con esempi concreti e con il contatto diretto con tutti i responsabili del mondo degli esuli.

E ricordo anche con commozione di aver dato un contributo fondamentale per l’identificazione dei resto del senatore Gigante, restituito alla sua famiglia e tumulato nel Vittoriale degli italiani così come d’Annunzio desiderava. Un sostegno il mio e quello di Forza Italia concreto e che non faremo mancare anche nella prossima legislatura”.

Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, rispondendo alla lettera inviata dalle Associazioni degli esuli. [ANSA]

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On. Debora Serracchiani

Stimato professore,

Le sono sinceramente grata per questa lettera, che mi permette di far memoria di un non breve percorso, ideale, morale e istituzionale, che ho avuto l’onore si compiere assieme alle Associazioni degli Esuli, segnatamente nella mia Regione, il Friuli Venezia Giulia, ma anche a livello nazionale. Un percorso e una condivisione che talvolta mi sono costati critiche da parti opposte ma di cui rivendico la coerenza e la concretezza.

E’ stato un vero rammarico constatare come il dialogo tra le Associazioni degli Esuli Fiumani Istriani e Dalmati e il Governo sia rimasto incagliato nel corso di tutta questa frastagliata legislatura, iniziata con le difficoltà a tutti note, proseguita tra gravi emergenze e chiusa in modo inopinato.

Non dubito Ella ricordi che il Tavolo governativo di coordinamento tra il Governo e le Associazioni degli Esuli, cui a marzo del 2017 abbiamo seduto assieme, era stato riavviato su richiesta della Regione Friuli Venezia Giulia che allora presiedevo. I temi che sono emersi a quel tavolo, incluso il Suo autorevole contributo, sono tuttora inesausti e richiedono di trovare nuovamente un luogo di confronto e soluzione. Mi ritrova dunque sulla stessa linea di allora. E su quella che ho ribadito anche l’anno scorso in una lettera inviata al Presidente della Repubblica per ringraziarlo di quanto fatto per propiziare la pacificazione del confine orientale. In quell’occasione auspicavo che il Tavolo si potesse riattivare, affinché non cadessero nell’oblio le questioni d’interesse delle comunità e delle associazioni degli esuli che rimangono ancora aperte e attendono definitiva composizione. Ricordavo l’indennizzo equo e definitivo, il recupero delle salme degli infoibati nelle attuali Croazia e Slovenia, la consegna della medaglia d’oro all’ultimo gonfalone di Zara italiana, la proroga di dieci anni per la presentazione delle richieste di conferimento delle medaglie ai parenti degli infoibati, la conservazione delle tombe, le tuttora insolute questioni anagrafiche.

Vergarolla rimane una ferita aperta e troppo poco conosciuta, ma Ella sa che la memoria di quella tragedia trova in me una custode determinata, sia nei ruoli di vertice istituzionale sia quando investita di responsabilità politiche dal mio Partito. Altro potrei dirLe della mia attenzione alla causa dell’Esodo, ma nulla aggiungerei a quanto Ella conosce per diretta esperienza e per testimonianza affidabile. Nel darLe dunque ampia assicurazione che un atto di cui mi farò carico sarà rappresentare al nuovo Governo l’improrogabile necessità di riaprire il confronto istituzionale interrotto nel 2018, un punto mi preme precisare. Le azioni intraprese e le posizioni assunte sono sempre state ispirate da rispetto per le sofferenze patite da un popolo innocente, da pietà per vittime di violenza ideologica, dal rigoroso rispetto di leggi dello Stato cui le Istituzioni devono inchinarsi.

Mai potrei adattarmi alle torsioni di intenti retrogradi, a manovre intese a rendere ancora il dolore strumento d’indirizzo politico o financo forzare le leggi a copertura di ideologie o contrapposizioni davvero superate dalla storia, e tuttavia ancora serpeggianti e non dome. Chi ha tanto patito merita pace e giustizia.

Dunque Presidente, invitandola a contare su di me come in passato per ogni iniziativa che salvi il patrimonio umano, ideale e della cultura materiale Istro-dalmata, mi pregio inviarLe i miei saluti più cordiali

Debora Serracchiani

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Il Piccolo – 22/09/2022