Entriamo nel 2023 senza confini lungo la costa adriatica


Questo 2022 per il mondo dell’associazionismo dell’esodo giuliano-dalmata si conclude con la lieta notizia che la cerimonia istituzionale del Giorno del Ricordo 2023 avrà luogo al Quirinale. Un graditissimo ritorno che certifica l’ottimo stato di salute dei nostri rapporti con la Presidenza della Repubblica, la quale con Sergio Mattarella si conferma attenta e sensibile alle nostre richieste.

Si è invece conclusa una legislatura parlamentare senza che si sia riunito il Tavolo di lavoro Governo – Associazioni degli Esuli ed è grave che nessuno dei governi che si sono succeduti abbia tenuto in considerazione le molteplici questioni ancora aperte. Solamente a settembre, con le elezioni oramai imminenti, abbiamo avuto modo di confrontarci con gli uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri chiedendo che vengano studiati gruppi di lavoro tematici che possano affrontare in maniera più snella le problematiche in attesa di risposta anche da decenni. Ci siamo trovati nel mezzo di una pandemia mondiale, di una crisi energetica e di una mobilitazione militare ai confini dell’Europa, ma la dignità che la nostra storia e le nostre tragedie hanno riacquistato agli occhi dell’opinione pubblica a partire dall’istituzione del Giorno del Ricordo richiede anche soluzioni concrete e non solamente un focus di attenzione concentrato attorno al 10 Febbraio.

Sul versante ministeriale, tuttavia, non possiamo che essere oltremodo soddisfatti di come prosegua la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Oltre la consueta attività caratterizzata da seminari di formazione (nazionale e regionali) e dal concorso scolastico, ormai anche la scuola estiva di alta formazione sembra essere diventata un importantissimo appuntamento fisso. Ancora più gratificante è stato vedere il Ministro uscente Patrizio Bianchi licenziare a fine mandato le linee guida ministeriali per la didattica della frontiera adriatica. Finalmente i docenti hanno a disposizione un documento ufficiale redatto da storici di riconosciuta competenza come Giuseppe Parlato, Raul Pupo, Guido Rumici e Roberto Spazzali, valutato ed approvato dalle Associazioni che compongono il Tavolo di lavoro. Il testo è corposo, ma è stato necessario sviscerare con chiarezza concetti complessi, andando adeguatamente a ritroso nel tempo e fornendo poi un adeguato corredo di bibliografia e di sitografia. I soliti noti hanno già avuto da ridire, ma la strada è tracciata e, senza alcuna pretesa di imporre una visione storiografica di Stato, sono stati forniti strumenti di lavoro per orientarsi ed approfondire le tematiche di interesse.

Un’altra situazione che riteniamo favorevole per il nostro ambiente è l’entrata della Croazia a pieno titolo nelle organizzazioni comunitarie europee a partire dal primo gennaio. L’adozione dell’Euro e l’ingresso nell’Area Schengen di libera circolazione fanno sostanzialmente sparire il confine sloveno-croato che ancora separava in maniera artificiosa ed innaturale la penisola istriana. Da Trieste a Ragusa, passando per Pola e Fiume, la costa adriatica orientale, territorio di insediamento storico di una comunità italiana autoctona qui radicata da secoli, riacquista omogeneità politica e continuità. Tale nuovo scenario faciliterà l’intensificarsi della collaborazione tra FederEsuli ed Unione Italiana, come pianificato nella sinergia che è stata sottoscritta nel luglio 2021 alla presenza dell’Ambasciatore italiano in Croazia.

A tal proposito l’argomento che più ci sta a cuore, in armonia con l’Unione Italiana appunto, è l’identificazione delle foibe e delle sepolture dei deportati che si trovano oggi in territorio sloveno e croato. Il nostro comune intento è di mappare questi luoghi, identificare ove possibile le vittime, dare una degna sepoltura, creare tabelle identificative plurilingui e realizzare una pubblicazione ovvero un sito internet che dia contezza di questo arcipelago del terrore titino scatenatosi a guerra finita non solo contro l’italianità adriatica con fini annessionistici, ma anche contro le famiglie di sloveni e croati oppositori o presunti tali del nascente regime comunista. Nel contesto dell’Unione Europea, che ha espresso una pesante condanna dei crimini del comunismo in misura pari a quelli compiuti dal nazismo, si tratterà di un’azione meritoria nei confronti dei parenti delle vittime, che finalmente sapranno dove poter portare un fiore, e della storia europea, che deve far luce su crimini e misfatti che troppo a lungo sono rimasti ignoti.

Giuseppe de Vergottini
Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati