In concomitanza con le celebrazioni del 2 Giugno, festa della Repubblica italiana, la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati è stata invitata agli eventi organizzati dall’Ambasciata d’Italia a Lubiana e dall’Ambasciata d’Italia a Zagabria. Il Presidente di FederEsuli Renzo Codarin insieme al Vicepresidente Fabio Tognoni sono stati nella capitale slovena, mentre il Vicepresidente Davide Rossi era nella capitale croata con l’architetto Massimiliano Tita, curatore della Mostra degli Esuli Dalmati, Istriani e Fiumani (MEDIF) allestita nella Sala del Grottone al Vittoriano.
L’Ambasciatore d’Italia in Slovenia Giuseppe Cavagna ha in particolare rinnovato «il più caldo e vivo ringraziamento ai rappresentanti e membri della CNI, agli imprenditori, ai rappresentanti delle associazioni degli Esuli, a tutti i concittadini che operano nelle istituzioni, negli ambienti della cultura, della ricerca, della scuola e dell’economia. Il vostro impegno quotidiano è fonte di lustro per il nostro Paese, e indubbiamente ci aiuta a rappresentarlo al meglio». Il suo omologo in Croazia Paolo Trichilo ha rilevato che la comunità italiana autoctona ed il lavoro di FederEsuli rappresentano «un ponte di amicizia tra le due sponde dell’Adriatico e un valore aggiunto nelle relazioni bilaterali».

In entrambi i prestigiosi eventi in cui le rappresentanze diplomatiche italiane hanno accolto personalità istituzionali locali ed altri ambasciatori, infatti, è stato proiettato un trailer di presentazione della MEDIF, mostra completamente multimediale ed immersiva che in questo periodo di particolare afflusso turistico a Roma ha registrato fino a 2.000 visitatori al giorno, raddoppiando quello che è il numero medio di accessi giornalieri. Realizzata in seguito ad una convenzione stipulata con l’Istituto Vive (Vittoriano e Palazzo Venezia) sotto gli auspici del Ministero della Cultura, MEDIF ricostruisce in maniera precisa e divulgativa la storia della frontiera adriatica soffermandosi poi sugli oltre 300.000 istriani, fiumani e dalmati costretti all’esilio, ai centri raccolta profughi, ad una difficile reintegrazione nel tessuto sociale italiano e in alcuni casi all’emigrazione.

Molto apprezzata è stata la prospettiva con cui si conclude il percorso espositivo, fruibile anche in inglese, sloveno e croato: l’Adriatico mare che unisce dopo le fratture, i lutti e le reciproche sofferenze che hanno caratterizzato il Novecento per colpa degli opposti nazionalismi e dei totalitarismi. Il trailer realizzato da Capitale Cultura presenta i contenuti della mostra temporanea impreziositi da testimonianze di esuli e loro discendenti ed è l’anteprima di un più ampio documentario di presentazione di MEDIF.

