Premiati professionisti in campo medico da tutt’Italia, nella splendida cornice di Montecitorio. Tognoni, vicepresidente di federEsuli: un’emozione tenere viva la memoria di Micheletti attraverso la dedizione di chi opera oggi.
Premiare i medici che si prodigano per il prossimo, nel segno del ricordo del dottor Geppino Micheletti, del suo eroismo e della dedizione alla missione che si era prefissato: questo lo spirito dell’evento, giunto alla seconda edizione, che si è svolto ieri a Roma presso la Camera dei Deputati.
L’appuntamento di quest’anno ha però assunto connotati particolari, ricorrendo l’ottantesimo anniversario della Strage di Vergarolla a seguito della quale, il dottor Micheletti continuò ad operare i feriti, senza fermare la sua azione di soccorso, nonostante la perdita dei figli e di altri componenti della famiglia, proprio nell’esplosione dell’ordigno sulla spiaggia alle porte di Pola che provocò la morte di più di cento persone. Il Premio Micheletti, fortemente voluto da FederEsuli, ha attribuito anche quest’anno, importanti riconoscimenti a chi, nell’ambito della professione medica, si adopera per il bene dei pazienti, anche oltre la normale dedizione.
Il Vicepresidente di FederEsuli, Fabio Tognoni, nel suo intervento ha voluto porre l’accento sullo spirito che ha mosso e muove questa importante iniziativa:
“Intervengo a questa cerimonia con particolare emozione, in quanto non rappresenta soltanto la consegna di un riconoscimento professionale, ma è anzitutto momento di memoria e di testimonianza. Ricordiamo oggi la figura straordinaria del dottor Geppino Micheletti, uomo che nei momenti più tragici della sua vita seppe incarnare i valori più alti della professione medica: il senso del dovere, la dedizione agli altri, il coraggio e l’amore per la vita umana.
Il suo nome è indissolubilmente legato alla Strage di Vergarolla, di cui ricorre quest’anno l’ottantesimo anniversario, una delle pagine più dolorose della storia di tutti noi, di Pola e dell’Adriatico orientale. In quel drammatico 18 agosto 1946, mentre la città viveva l’incertezza del dopoguerra e il destino dell’Istria era segnato dalle tensioni politiche e nazionali che avrebbero portato all’Esodo, Micheletti fu chiamato a soccorrere decine e decine di feriti. Pur avendo perso nell’esplosione due figli piccoli e altri familiari, rimase al suo posto per ore, assistendo le vittime senza cedere al proprio immenso dolore.
E questo gesto, di straordinaria grandezza morale, lo ha consegnato alla storia.
Un pensiero di riconoscenza va a chi ha avuto la sensibilità e la lungimiranza di istituire questo premio, comprendendo come la memoria non debba essere soltanto custodita, ma trasmessa e resa viva attraverso esempi concreti. Grazie a questa intuizione, il nome di Geppino Micheletti continua a parlare alle nuove generazioni e a indicare una strada fatta di responsabilità, servizio e umanità.
Gli esuli e le associazioni che li rappresentano, sono gli eredi di una storia complessa e spesso dolorosa, e il loro dovere è di mantenere viva la memoria di Vergarolla, delle sue vittime e di quanti furono costretti ad abbandonare la propria terra. Ma la memoria non deve alimentare divisioni: deve invece insegnarci il valore della dignità umana, della verità storica e della riconciliazione fondata sul rispetto dei fatti.
Ai medici che oggi vengono premiati rivolgo le più sincere congratulazioni. Nel vostro lavoro quotidiano, spesso silenzioso e lontano dai riflettori, ritroviamo gli stessi valori che hanno reso esemplare la figura di Micheletti. Ricevendo questo riconoscimento, voi ne raccogliete idealmente il testimone.
A nome della Federazione Nazionale delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, esprimo profonda gratitudine agli organizzatori, alle istituzioni presenti, all’ordine dei medici per il prezioso contributo e verso tutti coloro che mantengono viva questa memoria, rinnovando il nostro impegno affinché l’esempio di Geppino Micheletti continui a illuminare il cammino delle future generazioni.
Grazie di cuore a tutti ed in particolare all’on. Andrea Mascaretti che di tutto ciò ne è l’artefice”.




