Presentato al Museo del ‘900 “Il lungo Novecento della frontiera adriatica”


In meno di un secolo l’Alto Adriatico ha cambiato più volte sovranità: dall’Impero austro-ungarico al Regno d’Italia, dal Territorio Libero di Trieste alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto l’impronta ideologica prima fascista e poi comunista. Ogni passaggio ha lasciato segni profondi nelle istituzioni e nel diritto, tra resistenze e innovazioni, permanenze e tentativi di riforma.

A questi aspetti ha dedicato studi e ricerche il Prof. Davide Rossi, docente dell’Università degli Studi di Trieste nonchè Vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, il quale ha pubblicato l’anno scorso per i tipi di Rubbettino Il lungo Novecento della frontiera adriatica. Transizioni istituzionali e modificazioni giuridiche (con Prefazione di Bernardo Sordi).

In un incontro promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia il volume è stato presentato sabato 24 ottobre all’Auditorium Cesare De Michelis all’interno di M9, il Museo del ‘900 di Mestre (VE), in cui è stata recentemente realizzata dal MIM insieme alle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati una sezione multimediale ed immersiva dedicata alla storia della frontiera adriatica nel Novecento.

L’Autore ha dialogato con la Professoressa Chiara Cacciavillani (Università di Padova), soffermandosi in particolare sull’eredità culturale ed istituzionale della Serenissima Repubblica di Venezia nell’Adriatico orientale e sugli aspetti meno noti della Carta del Carnaro, testo costituzionale che suggellò il laboratorio politico rappresentato dalla Reggenza Italiana del Carnaro istituita da Gabriele d’Annunzio a Fiume.