Il Conservatorio Cimarosa di Avellino vince il concorso nazionale del MUR per il Giorno del Ricordo


Primo posto nazionale per il progetto CRIVELLO, presentato dal Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino per il II Concorso nazionale bandito dal Ministero dell’Università e della Ricerca per il Giorno del Ricordo, superando nella selezione finale l’Università Politecnica delle Marche e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

L’istituto irpino riceverà 124.720 euro di finanziamento ministeriale per realizzare un’installazione sonora interattiva che sarà esposta a Venezia dal febbraio 2027.

Ma che cos’è CRIVELLO? È una barca istriana capovolta, attraversata da centinaia di piccoli fori. Ogni apertura è una ferita, un’assenza, ma anche un varco attraverso cui possono passare la luce, il vento e la voce. ​Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare memoria, confine ed esilio attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea: da qui l’idea di trasformare una batana — la tradizionale imbarcazione istriana — in un’installazione sonora interattiva. L’opera interagisce con il vento, i suoni e la presenza delle persone, restituendo l’idea del confine non come semplice barriera, ma come spazio di passaggio della memoria tra luoghi e generazioni.

Sarà il vento a scegliere quali nomi dei luoghi del confine orientale far risuonare. Di giorno la luce attraverserà lo scafo. Di notte la barca diventerà una lanterna. E il suono prenderà vita soltanto quando qualcuno si avvicinerà per ascoltare. Perché la memoria, senza testimoni, tace.

Un’opera che unisce arte, ricerca elettroacustica, tecnologia e memoria storica, nata dal lavoro del gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Alba Francesca Battista, insieme ai dottorandi Giovanni Roma, Marco Cucciniello, Davide Ferrara, Catello Coppola, Giovanni Rota e Mattia Imbimbo.

Un traguardo che premia anche la visione della direttrice Maria Gabriella Della Sala, che ha creduto fin dall’inizio nella Scuola di Dottorato del Cimarosa e ha fortemente sostenuto la partecipazione dei giovani ricercatori a questa importante sfida nazionale: «La ricerca non può rimanere confinata nelle aule, ma deve misurarsi con progetti reali, dialogare con altre discipline e assumersi la responsabilità di parlare alla società. Questa vittoria conferma che investire sul talento e sulla ricerca significa investire nel futuro dell’istituzione e del territorio», sottolinea la direttrice. La ricerca produce conoscenza. L’arte le dà voce.

Fonte: Conservatorio Cimarosa Avellino