La visita di Mattarella alla foiba di Basovizza: basta con le polemiche (parte seconda)


La visita di Mattarella alla foiba di Basovizza: basta con le polemiche (parte seconda)

 

Dispiace vedere ancora l’Unione degli Istriani continuare in biliose polemiche, inutili e divisive, sollevate ad arte e tese a giustificare le posizioni di retroguardia sostenute da tale Associazione in un evidente momento di difficoltà, in quanto totalmente priva di prospettiva storica.

Così, leggiamo sul il Piccolo di oggi, mercoledì 15 luglio, tra i commenti alla visita di Mattarella e Pahor a Basovizza, un articolo di Andrea Pierini dal titolo “Ma è resa dei conti nel mondo dell’esodo”.

È bene precisare che non vi è alcuna resa dei conti, ma solamente due posizioni opposte e dialettiche, come sempre avviene in ogni comunità nazionale viva e generativa. Infatti, alcuni elementi focalizzano l’attenzione sulla visita dei Presidenti alla foiba di Basovizza ed altri, invece, focalizzano la loro attenzione, facendola diventare predominante, sulla visita al Cippo che commemora l’esecuzione di una sentenza a quattro terroristi nazionalisti della minoranza slovena in Italia, nonché sul conferimento del Balkan alla medesima comunità.

La posizione di FederEsuli e delle Associazioni connesse è quanto mai chiara ed è emersa in seguito ad un intenso dibattito interno, teso ad offrire una sintesi politica maturata ancor prima della visita stessa. Tale sintesi, pienamente condivisa dalle cinque Associazioni, è integralmente disponibile al seguente link:

Il Presidente della Slovenia Borut Pahor ed il Presidente Mattarella a Basovizza – Una sintesi politica

Sempre nel medesimo articolo del Piccolo, si legge un passaggio su come le “Associazioni minori” abbiano “rincorso il codazzo dei ministri e funzionari […] nella giornata di Mattarella a Pahor a Trieste”.

Ancora una volta dispiace vedere un’Associazione storica come l’Unione degli Istriani dileggiare il proprio lignaggio e contorcersi passando da una chiacchiera da bar ad un’altra da cortile, raccontando due volte una menzogna sperando che diventi verità: le Associazioni aderenti alla Federazione – ed in particolare l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – non sono “Associazioni minori” e, come precedentemente suggerito, invitiamo a confrontare le esigue e marginali attività svolte dall’Unione degli Istriani e le attività svolte dalle Associazioni appartenenti a FederEsuli riportati in maniera, solo parziale, nel link seguente: Attività sul territorio

Dal semplice confronto numerico, qualsiasi persona potrà giudicare chi, in effetti, sia “minore rispetto a cosa”, nonché la pochezza, l’incapacità e la meschinità di chi adotta la trasmissione del fango per mezzo di un ventilatore come metodo per affermare la propria esistenza.

Va anche sottolineato come, in seguito alla discussione innescatasi all’interno delle Associazioni aderenti alla FederEsuli sulla visita del 13 luglio ed alla successiva decisione di partecipare in maniera significativa, il Quirinale abbia espresso un invito formale alle stesse e, da tale invito, come sia scaturita un’organizzazione puntuale ed efficace che ha portato con un pullman privato la delegazione invitata dal Cerimoniale del Quirinale nei luoghi concordati (ovvero alla Foiba di Basovizza ed alla sede della Presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia) e non certo “rincorrere il codazzo dei ministri e funzionari”.

Quanto poi ai contenuti discussi, essi sono racchiusi nella sintesi politica già citata. Del resto, le Associazioni aderenti a FederEsuli, fedeli ai principi acquisiti dai propri padri, dialoga, dibatte, chiede, tratta con le Istituzioni in maniera civile e senza rompere un vetro, ferme sulle proprie posizioni ed alla ricerca costante dell’ottenimento di quella giustizia per diritti negati da anni, senza perdersi in inutili diatribe con soggetti molto più adusi nell’essere servili con i potenti di turno che di volta in volta occupano una sedia.